la lingua sarda

 di   prof marcello pili 

novelle lanuseine - 

storia della  sardegna 

 

 

 

 

 

 

LIBRO DISTRIBUITO  DA :                 ROMA , LIBRERIA   CICERONE -LARGO CHIGI 

                                                               GAGLIARI , LIBRERIA DESSI'    E LIBRERIA COCCO  -VIA DANTE 

     (  EURO  4,9  )                                  LANUSEI , LIBRERIA -VIA MARCONI , EDICOLA PIAZZA VITT  EM

                                                               ARBATAX , CARTO LIBRERIA -  VIA LUNGOMARE 

 

 

 

 

MARCELLO PILI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

NOVELLE   LANUSEINE

 

 

 

 

 

Poesie, storia, lingua, economia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Edizioni La Sfinge.

 

 

Novelle Lanuseine

Poesie, storia, lingua, economia

 

 

 

 

 

 

 

Sommario

 

 

Novelle Lanuseine

 

 

Poesie

 

 

Storia

 

 

Lingua (Cognomi della Sardegna e linguistica)

 

 

Contus

 

 

Economia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Novelle Lanuseine

 

INDICE

 

Novelle Lanuseine.

 

1.      La spada piegata (il cavaliere Celtico)

2.      Le venti pecore

3.      Monte Tricoli

4.      Piazza Martiri

5.      Gli Avi

6.      La colonia Romana di Arbatax

7.      I tuoi fratelli sono (uguali a) i tuoi Avi

8.      La lettura dell'Iliade (gli Achei)

9.      Il viaggio a Niu Susu (la vacanza)

10.    La nave Ichnusa, i velieri

11.    Gennargentu, Bau Mela, Tombe giganti

12.            La corsa dei cavalli a Sa Serra (vendemmia a Tucci)

13.            Il castello di famiglia dei Sulis a Taccu (Sulis o Solis, le popolazioni del sole che vedevano sorgere il sole)

14.            S. Vincenzo

15.            S. Lucia

16.            L'invenzione della ruota (i carrucci)

17.            Sa lissia

18.            Su pani

19.            Gli amici

20.            La visita al prato (in primavera)

21.            La tomba di Iolao (Sardus Pater)

22.            Monte Nulai

23.            I soldi del Re

24.            Distruttori di società (i relitti di Cea)

25.     Lo specchio della finestra

 

 

 

 

Poesie

 

1.    D'estate

2.    Primavera

3.    Gennargentu

4.    Tavolara

5.    Arbatax

6.    Cagliari

 

 

Storia

 

 

Lingua.

 

1.    Cognomi della Sardegna

2.    Linguistica e grammatica

3.    Vocabolario, frasi idiomatiche

 

 

Contus

 

 

Economia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

NOVELLE      LANUSEINE

 

 

 

Novelle Lanuseine

 

 

 

Premessa

 

 

La Sardegna ha una storia molto più ricca e interessante di quanto comunemente è conosciuto.

 

Anzi, ormai questa consapevolezza è intuita abbastanza generalmente per la frequenza di vestigia di città e villaggi nuragici, ma la nozione di storia precisa e ricca, modulata dai fatti precisi non è molto conosciuta. Questi documenti rinforzano l'idea di storia di tutto rispetto, fino ai tempi dell'oblio recente.

 

Una generale cancellazione del passato lontano (3.500 - 4.000 anni fa), e di quello recente (Romano) è parte di una cultura di dominio imposta e non vera.

 

La conoscenza è l'incontro con la storia, piena di documenti di pregio.

 

Avamposto Miceneo in Occidente in epoca antichissima (3.500 anni fa), la Sardegna documenta l'arrivo massiccio di popolazioni progredite e guerriere che hanno costruito villaggi e torri a difesa dei villaggi e che tenevano i rapporti con le popolazioni di oriente da cui venivano i Micenei.

 

La linea di movimento e di arrivo dei Micenei può essere quella classica della navigazione Micenea e del commercio Miceneo, che si è installata su quella più antica della Sardegna con l'oriente dell'Asia mediterranea che esisteva dall'età della pietra , quando il commercio con la Sardegna prendeva ossidiana, grezza e lavorata, sale e pelli, prima della scoperta dei metalli, che poi diedero un altro impulso al commercio e anche all'arrivo dei Micenei. Questa è la linea Acaia, Creta, Egitto, Cirenaica, Cartago, Cale (Cagliari).

 

Dall'Africa si saliva agevolmente con lo scirocco e si scendeva col maestrale, e nelle giornate chiare le montagne del Sud della Sardegna sono ben visibili da lontano, e al largo della costa africana si può intercettare la vista delle montagne del Sud dell'Isola a forma di Sandalo.

 

Queste storie vengono raccontate con ciò che le pietre dicono, i luoghi e gli dei Mani.

 

 

 

 

 

NOVELLE LANUSEINE

 

Indice

 

 

1.    La spada piegata (il cavaliere Celtico)

2.    Le venti pecore

3.    Monte Tricoli

4.    Piazza Martiri

5.    Gli Avi

6.    La colonia Romana di Arbatax

7.    I tuoi fratelli sono (uguali a) i tuoi Avi

8.    La lettura dell'Iliade (gli Achei)

9.    Il viaggio a Niu Susu (la vacanza)

10.                      La nave Icunsa, i velieri

11.                      Gennargentu, Bau Mela, Tombe giganti

12.                      La corsa dei cavalli a Sa Serra (vendemmia a Tucci)

13.                      Il castello di famiglia dei Sulis a Taccu (Sulis o Solis, le popolazioni          del  sole che vedevano sorgere il sole)

14.                      S. Vincenzo

15.                      S. Lucia

16.                      L'invenzione della ruota (i carrucci)

17.                      Sa lissia

18.                      Su pani

19.                      Gli amici

20.                      La visita al prato (in primavera)

21.                      La tomba di Iolao (Sardus Pater)

22.                      Monte Nulai

23.                      I soldi del Re

24.                      Distruttori di società (i relitti di Cea)

     25.        Lo specchio della finestra

 

 

 

 

NOVELLE  LANUSEINE

 

La spada piegata (Il cavaliere Celtico)

 

         Filippo venne da me portandomi un trofeo: una spada piegata.

         Questa era vera, con l'elsa in bronzo, un po’ arrugginita perché stava sottoterra, ma era in buone condizioni.

         Nessuno di noi capiva perché una spada fosse piegata, ma in fondo era un regalo, un dono, un ritrovamento e interessante.

         Le cose degli antichi apparivano, qua e là, e chi era il più pioniere e audace riferiva di qualche nuova cosa. Lì c'è una tomba, lì c'è un nuraghe.

         Già io avevo notato in una campagna di mio padre, Santa Lucia, delle terracotte a pezzi nel terreno, che io raccoglievo, e poi anche pezzi di mole, quelle pietre nere forgiate a segnare cerchi, pezzi di cerchi, bacini o pezzi di bacini di mole che io riconoscevo perché fatti di pietre diverse, forate, porose, che avevo visto più lontano, pietre nere, diverse dalle pietre rosse, lisce, o bianche - grigie del granito di cui era fatto il terreno. Pietre basaltiche. Quelle rosse le chiamavano pietre di Serragus, ed erano spezzettate perché la originale intrusione della roccia si era raffreddata in fretta, forse, e quindi la roccia si spezzettava.

         Così era il terreno lungo la strada per andare a Santa Lucia: granito rosso e granito bianco. E proprio entrando nel podere di Santa Lucia c'era un passaggio sopra il "Serragu" che dava l'accesso all'oliveto; olivi di mille anni e più, fichi, mandorle, e un bellissimo fiume che scavava il granito con delle bellissime vasche, sotto l'ombra degli ontani, con cascate e rumore di uccelli e gazze (Marapicas, forse Malae pichae, "Orrende piche" come le chiama Dante per il suo stridore orrendo del verso, ma bellissimi uccelli che abitavano quei fiumi).

         Tutto questo era meraviglioso, straordinario.

         Un regalo inaspettato della natura. Era un piacere andare a mangiare sotto quegli alberi, col fiume vicino, con le vasche d'acqua lucente, una piccola sorgente sotto roccia di granito dove si incontravano i "giornalieri" (giornaderis, operai agricoli giornalieri) e le giornaliere per il pranzo.

         Tutto parlava di una bellezza pagana, le pietre, le terracotte, il fiume, il bosco intricato sul fiume, le giornaliere, buona compagnia, straordinaria, i segni di mura di una casa antica. Eh già, era una fuga, una bellissima fuga, da dove non si sapeva, da dove non ti dicevano, che i Sardi avevano un passato, che costruivano Nuraghi, che mai se ne vedeva, e in campagna qualcuno diceva: "dovevano essere proprio grandi questi Sardi per costruire con queste grandissime pietre" le tombe giganti che allora si dicevano "le tombe dei giganti", ad indicare quei "giganti" costruttori di tombe e nuraghi. Tombe di cui c'era qualche notizia lontana, nessuno ne parlava con precisione.

         Là nel luogo del non sapere, là dove non ti dicevano, là il luogo della "dottrina" la domenica pomeriggio, era il luogo della fuga.

         Suonata la campana della "dottrina", Filippo passava sotto casa. Ajòh! Andiamo. Poi Piriorgiu, la ferrovia, a passo svelto, otto minuti eravamo a Selène. Respiro forte. Il passo nei boschi, fuori del non sapere, dove non ti dicevano. Lì c'era un Nuraghe, lì c'era una tomba, un extra che nessuno voleva acquisire, tanta era la paura nel non essere, nel non sapere.

         "Dottrina", catechismo, scuola, non sapere cattolico. Il regime non lasciava spazio, non dava notizie perché pagane, che forse aveva distrutto.

         Filippo intanto aveva fatto raddrizzare la Spada. Una bellissima spada, tutta lavorata sull'acciaio e l'aveva fatta lucidare. Una spada vera, una meraviglia. Ma nessuno osava, nessuno sapeva, perché lì era il non sapere e il non dire.

         Dove era stata trovata la spada? Mai e poi mai chi poteva usarla?

         Così questa spada si vide un po’. Era bella, era straordinaria, ma in fondo non si sapeva, non si diceva.

         E così un giorno subì un danno, irreparabile. Il non sapere, e il non dire se l'erano consumata. L'avevano portata dal fabbro e l'avevano mangiata. Io avevo visto il suo corpo scavato dalla grave pietra di mola.

         Il suo corpo era lucido che gridava il dolore del ricordo perduto, di essere una spada, di chi sa chi?

         Era diventata un pugnale, contrastante tra quell'elsa in bronzo, grande e autentica e la lama mangiata dalla mola del ferro.

         Un dolore lontano la voleva ridare al non dire al non sapere.

         Questi pensieri restavano là, senza sapere di antichi, di navigatori audaci ed Achei venuti a colonizzare la Sardegna e risaliti dalla costa lungo le valli (Su Acu) fino ad arroccarsi a Selènis, dove i Romani li condussero più in basso, dove potevano fare l'agricoltura più calda verso il sole alto (Su Acu).

         Seppellirono i morti con i loro pettorali di fàlere antiche e costruirono qui le nuove case, quadrate.

 

         Oggi si racconta di esercitazioni, nella scuola per l'agricoltura, quando non si diceva, fatte sulle tombe, a Marcìa.

         Là dove c'era la sorgente e il pozzo (acqua Marcia?) e dove le donne andavano a raccogliere l'acqua, comunemente, quando non andavano a Marcusei, più lontano.

         Lì a Marcìa, in Su Monti Sperrau, c'era un cimitero (Sperrau dall'acqua di Marcìa). Forse antico. Quando mi dicevano che zappavano sulle tombe chiedevo: ma si è trovato qualcosa? Eh sì! cungialeddas mi hanno detto. Così ho pensato al Cavaliere Celtico, Longobardo, Vandalo, alla sua spada. Non era ancora possibile non sapere, non dire.

 

 

 

 

 

 

Le venti pecore.

 

La corriera di Contu passava una volta al giorno e andava a Cagliari. Ma era più frequente trovare chi andava a Cagliari per "l'impresa" e faceva il viaggio in compagnia.

         Seicento pulcini pigolavano per tutto il viaggio di ritorno instancabili, interrotti solo un momento quando c'era una frenata o una accelerata.

         Si era passati prima a Cagliari a raccogliere i pulcini "già vaccinati" e ciò sembrava una cosa incredibile, che i pulcini fossero vaccinati quando ancora non si era sicuri di vaccinare le persone. La mattina si era partiti all'alba, alle 5. Si camminava per Sa Serra che offriva un accorciamento di tempo ma tra curve e polvere.

         All'alba arrivammo a Gruxi 'e Ferru. Ancora buio, trovammo la mamma che ci offriva una colazione, come sempre le donne anche in campagna danno gentilezza. Poi a Cagliari. La continuità faceva sforzi di essere capita, ma tutti vedevano una modificazione della stabilità di secoli che nel 1950 aveva la fine del Medio Evo in Sardegna.

         Pochi sapevano che bisognava ringraziare gli Americani. Qualcuno diceva che gli Americani volevano annettersi la Sardegna e dicevano "magari fosse stato".

         Una buona situazione si stava creando e vedeva abili interpreti tutti: chi faceva l'impresa, chi studiava, chi ancora si attardava sulla campagna, e qualcuno era pastore.

         Ma si parlava come se si fosse smesso il capotto vecchio, e nessuno aveva premura per il ruolo che svolgeva, tanto tutti si usciva.

         Si scopriva il saggio che era nel pastore, che aveva il tempo e la solitudine per la riflessione.

         Gli eredi dei re - pastori, degli Achei, avevano il culto del sapere, del pensiero, venivano dal tempo antico quando il sapere era fatto a fianco alle pecore e al vomere (si dice che il poeta  Esiodo  si facesse i vomeri da se per arare la sua terra).

         Il contatto con la natura, il controllo del ciclo naturale per l'agricoltura e la pastorizia, il sapere medico per l'allevamento, facevano di queste persone piccoli impegnati alla conoscenza. Chi lamentava la poca scuola fatta, per le pecore. Altri vantavano la quinta, chi addirittura la sesta.

Così capitava che lo studente o lo studente universitario aiutasse il padre nelle cose familiari e discutesse con gli anziani che rappresentavano l'antico Omerico, non tanto attardato, quanto ritornato col cattolicesimo per la provocata caduta dell'Impero Romano.

         Un giorno si ritornava da Cagliari e c'era sulla corriera un giovane più grande che studiava a suo tempo con lo zio prete e qui aveva "preso" la terza media. Lo avevo conosciuto dallo zio prete quando facevo "l'esame di Ammissione"……alla prima media.

Chi cercava di uscire in estremis dal cesto del Medioevo studiava in privato, tutte le materie, perché non c'erano scuole o voleva recuperare di non averle fatte.

Parlando del più e del meno, piano piano sentivamo due anziani al posto avanti a noi che tenevano un ragionamento importante.

Pian piano ci sembrava che l'argomento fosse quello, sì, proprio. Parlavano di Samuele.

Questo nome che veniva dagli ortodossi, dall'Impero di Oriente, da dove la Sardegna si era staccata tardi portandosi appresso il governo dei giudicati, nel paese dove si chiamano Priamo e Pilimedda a ricordo della storia, riportava noi studenti alla storia.

Sentimmo efferatezze tremende, storie di servi pastori, di audacie difficili, di protesta dell'essere immersi nel medioevo e sacrificati: tutto si poteva ora vedere e dire perché non era più realtà e anche nei matrimoni delle famiglie dei pastori si ballava.

Perciò si fece avanti e disse: "E' vero che Samuele ha ucciso venti persone?". Zzu, è stata la risposta; eh!?...quindici!.E ci raccontarono il primo che Samuele sparò.

Era un suo parente, uno che fuggiva e che si era riparato in un altro paese. Là Samuele lo raggiunse e lo sparò.

"Ma cussu cane non sind'er benniu a bidda? E non fu m….!"

"De tando Samuele du su……..".

Così noi fummo trasaliti e il racconto successivo sembrava divertente.

Uno dei due di un paese vicino era più anziano e aveva conosciuto Samuele.

Avevano fatto qualche operazione insieme. Avevano rubato un giogo di buoi. Poi si avviarono per Cagliari e per strada rubarono un altro giogo di buoi e poi un altro.

Tutto "andò bene", arrivarono a Cagliari, vendettero i buoi e rientrarono.

Arrivati al paese dopo qualche tempo Tizio fu fermato, poi un altro, poi un altro.

I bollettini erano firmati da un veterinario morto.

 

Una volta Filippo su questa stessa strada disse: rientriamo con Contu!

Il pomeriggio era caldo, era primavera. La corriera quasi piena, noi ai posti davanti. Si sonnecchiava. Appena avevo visto un autista giovane sulla trentina con lenti molto spesse.

Dormivano quasi tutti nel pomeriggio caldo fiduciosi nel nuovo.

Poi  bom, bom, borobobom! Urti sordi…..il crepuscolo arrivava, belati. Beeeh, beeeh. Il soprassalto. Uscimmo, e sette, otto, dieci pecore o più erano stramazzate. Il nostro nuovo non riusciva ad evitare lo scontro col vecchio.

  Oggi lo scontro è alimentato da chi amministra i veleni e, come diceva Lucrezio, prima i veleni uccidevano mentre ora più si usano per uccidere gli altri.

 

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Gennargentu                                                               Tavolara

 

 

 

 

 

 

La porta                                                                                                                              Tavolara

 

a levante,                                                                                                                            la greca,

 

riflesso                                                                                                                                tempio

 

di luce,                                                                                                                                del dio.

 

maestose                                                                                                                            Nubi.

 

querce

 

sepolte.

 

Lunghi

 

corsi                                                                                                                                    Arbatax

 

di pietra

 

oranti

 

antichi                                                                                                                                 Portus

 

salutano.                                                                                                                             di cargo

 

Soli                                                                                                                                      fenici,

 

ora.                                                                                                                                       solco

 

Il fiume                                                                                                                                di fiumi

 

corre                                                                                                                                    glaciali.

 

le forre                                                                                                                                 I gigli,

 

e le torri                                                                                                                             le sabbie

 

nascoste.                                                                                                                            nuove.

 

                                                                                                                                             Nausica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cagliari

 

 

 

 

 

Delle cale

 

e

 

degli orli

 

sprofondati.

 

Colline

 

di mare,

 

conchiglie.

 

Giochi

 

di gladio,

 

monti

 

boscosi,

 

strade

 

crociate.

 

Capitale

 

clara.

 

Sale

 

e

 

conchiglie.

 

Frecce.

 

La terra

 

salata,

 

di prima.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

STORIA

 

 

 

 

LA SARDEGNA

(di Marcello Pili)

 

Origini fisiche.

 

         L'origine fisica della Sardegna è dovuta all'innalzamento del fondo marino per spinta della placca Africana verso quella Europea, che ha prodotto una frattura nel mantello che era il fondo dell'attuale Tirreno. Con lo scorrimento sulla parte sottostante del mantello ha generato un innalzamento del fondo marino fino a far emergere la linea di Sardegna - Corsica che ha i suoi sfoghi vulcanici principalmente in Sardegna.

         Questi sfoghi vulcanici chiari sulla riva orientale, Orosei, Cala Ganone, Barisardo e diffusi nella costa Nord - occidentale sono l'equivalente della linea di pressione delle placche Africana e Europea che oggi hanno però una nuova linea di pressione e di scorrimento nella linea della penisola Italiana che, successivamente alla rottura del mantello sulla linea Corsica - Sardegna, ha avuto una nuova frattura sulla linea dell'Appennino italiano, e ne ha un'altra nelle increspature montagnose della Dalmazia.

         Queste tre linee di scorrimento del mantello sono approssimativamente parallele e originate dalle stesse forze.

         La linea degli sfoghi vulcanici (tuttora attivi) è attualmente quella del Vesuvio, Stromboli, Etna, che indica che questa pressione e questo sollevamento sono ancora attivi.

         In Sardegna invece le presenze vulcaniche sono spente e indicano che la Sardegna e la Corsica sono più vecchie dell'Appennino Italiano e le montagne più basse per l'erosione più vecchia.

         Il sollevamento del fondo marino dovuto allo scorrimento della placca, per la rottura, sul mantello sottostante ha comportato la sopraelevazione dal fondo marino del Tirreno, che è profondo circa 2000 metri, e delle rocce del vecchio fondale del Tirreno che ora sono in copertura della Sardegna (Calcari).

         Un segno di questo movimento è la maggiore altezza della costa orientale perché la punta dello scorrimento verso l'alto, e il Gennargentu fa parte del blocco orientale che è più montuoso.

         Il sopraelevamento del fondale marino ha messo il sedimento del fondale, calcare e dolomite, a copertura della Sardegna.

         Questa copertura è consumata dalla pioggia in larghi tratti (il calcare è alla lunga corroso dall'acqua per reazioni che lo rendono solubile come bicarbonato di calcio), ma larghi tratti ne rimangono fino a quota di 1400 metri.

         La punta più alta, il Gennargentu, per la maggiore esposizione alla pioggia è ormai scoperto e mostra le rocce che sono sotto il calcare, lo scisto, di cui è formato il Gennargentu e a cui deve la brillantezza alla luce del sole che lo ha fatto chiamare Gennargentu (janua argenti, porta d'argento), "porta" perché ha un fronte orientale verticale che brilla alla luce da vicino, perciò "d'argento" (riverbero dello scisto).

         Sotto lo scisto, di cui sono formate le montagne più alte del massiccio del Gennargentu, c'è il granito che rappresenta, per l'altezza medio - bassa dei monti in Sardegna, la roccia più diffusa e con grande effetto ambientale, come d'altronde grande effetto ambientale fanno le bianche montagne e scogliere orientali di calcare.

         Il calcare c'è pure nella costa occidentale ma a livelli più bassi di quota, come le basse cime scogliere di Alghero e di Buggerru e le colline di Cagliari.

         Il granito quindi è la roccia più diffusa in Sardegna, modellata dal vento e dalla pioggia di particolari suggestive immagini di orsi (capo d'Orso), di funghi (Arzachena) e di altre forme modellate dal vento che turbinando nei buchi sgrana il granito progressivamente.

         Infatti questi ricami della natura sul granito sono sulla costa  nord dove c'è un vento (il maestrale) quasi costante.

         Questo vento, che prende origine dal Golfo francese di Mistral da cui si assume che venga, è in realtà un vento del Nord che si sente fino a Cagliari perché lungo il corridoio della pianura del Campidano (da Sassari a Cagliari) non trova resistenza.

         Il bacino di pianura del Campidano è un bacino alluvionale di copertura di una valle altrimenti sommersa dall'acqua, che si è riempita con i detriti di demolizione delle montagne fatta dalla pioggia.

         Questo bacino in epoca glaciale si mostra di più perché, essendo più bassa (di circa 120 metri) la quota del mare, il fiume o i fiumi, Tirso e Rio Mannu, sfociano più in basso e ciò fa abbassare la quota del loro corso, facendo emergere il bacino del Campidano come fossa, fossa d'altronde visibile per lo sprofondarsi direttamente di monti nell'attuale livello della pianura, oggi coperto quasi completamente.

         La fine dell'epoca glaciale, ultima, ha risollevato il livello del Mare e ha riempito le fosse dei fiumi che in epoca glaciale erano più profonde e ancora si vedono i residui in corso di riempimento nelle lagune costiere, Stagni di Oristano (Oru 'e Istainu, Bordo di Stagno), di Cagliari e di Arbatax, dopo avere fatto i cordoni litoranei via via più esterni.

         Le manifestazioni vulcaniche sono in forma lavica nella parte orientale, tra Orosei e Cala Ganone e poi a Barisardo.

         Talvolta queste rocce arrivano al mare in ciascuno di questi tre luoghi con le rocce Nere, ed evidenti sono i segni delle colate laviche.

         Anche queste rocce sono colonizzate dall'uomo perché formano terreni fertili e così abbiamo insediamenti arcaici e nuragici, punici e romani su qualunque tipo di roccia, comprese le lave. Molti sono i nuraghi in pietra lavica , i più sono in pietra di granito grigio o rosso, e meno sono in pietra di calcare bianca.

         I nuraghi sono fortezze e abitazione del capo tribù, simbolo della comunità, intorno a cui si disponevano le capanne del villaggio. I villaggi nuragici e i Nuraghi sono circa 8.000 per una popolazione di circa 1.500.000 di abitanti, come è oggi, anche se è diversamente distribuita.

 

 

 

 

La storia dell'uomo in Sardegna.

 

         Alle origini dell'uomo la Sardegna non era popolata di ominidi, perché non vi sono state ritrovate tracce.

         Anche se il Mediterraneo si è prosciugato per lungo tempo glaciale lasciando banchi di sale sul fondo del Mediterraneo, ancora rintracciabili, non c'è traccia di passaggio dell'ominide dall'Africa, forse perché lo spazio tra la Tunisia e la Sardegna pur se prosciugato poteva essere, come sembra, un deserto di sale profondo anche 2000 metri sotto il livello attuale del mare.

         La presenza di quasi tutti gli animali e le piante fa pensare che per gli animali un passaggio c'è stato, in concomitanza con una glaciazione che scopriva un corridoio tra Toscana, Elba, Corsica, Sardegna, o in una precedente glaciazione o nel prosciugamento del Mediterraneo perché molti animali hanno un adattamento biologico antico in Sardegna, relativo alle specie che sono più piccole, come generale adattamento e risparmio in ambiente di siccità, e ciò richiede molto tempo.

         Tale adattamento riguarda i vegetali che sono molto spesso profumati, come frutto della siccità e della concentrazione delle essenze.

         Ciò vale per il lentischio, per il mirto, per erbe di montagna profumate (erba 'e entu) che si possono cogliere a fianco della strada su tutta la strada del Gennargentu tra Villanova Strisaili e il passo di Correboi. Poi c'è l'erba detta Armidda di alta montagna (Monte Armidda, Lanusei). La produzione di essenze è tipica delle zone secche, come di più si vede per le essenze classiche di incenso e mirra che stanno in zone pre desertiche.

         Poi c'è l'adattamento animale, fatto di varietà più piccole, e forse perché vivono di erbe profumate sono gustose, come pure il pesce per le acque pulite.

         Questo adattamento ha portato ad avere Asinelli piccoli, Cavalli sardi piccoli, frutta sarda piccola (pesche) e talvolta amara (pesche sarde e miele sardo: miele di fiori di cisto, amaro).

         La popolazione umana in Sardegna può essere arrivata con l'ultima glaciazione, cioè diecimila anni fa, o con una precedente glaciazione se si possono riscontrare caratteri più primitivi anche se mescolati ai nuovi.

         I primi insediamenti sono ascrivibili a popolazioni allora localizzate nel golfo ligure, tramite il detto corridoio Liguria, Toscana, Elba, Corsica, Sardegna, o direttamente se viene assunta la capacità di navigare anche in modo sporadico e irregolare 8.000 anni fa.

         Così, sporadici sembrano gli approdi, per piccoli gruppi più che altro di uomini che vivevano di frutti di mare, e di cui sono documentate in Sardegna presenze in ripari sotto roccia o grotte vicine al mare, in Gallura e verso Alghero.

 

La navigazione.

 

         Se abbiamo detto che in Sardegna possono essere arrivati via mare dalla Liguria degli uomini primitivi (età della pietra, paleolitica), ciò indica che la navigazione è una attività molto antica, cosicchè da ottomila anni fa o poco meno abbiamo l'inizio della navigazione di tutto il Mediterraneo.

         La spinta a conoscere o alla ricerca di clima più caldo a mezzogiorno ha spinto l'uomo ligure o l'ominide verso la Sardegna, dove e se non era già arrivato prima direttamente dall'Africa col Mediterraneo asciutto.

         Quest'uomo ha trovato alcune ricchezze in Sardegna che 8.000 anni fa erano molto più importanti di oggi: il sale e l'ossidiana.

         Il sale evidentemente era subito un bene commerciabile con le popolazioni del Nord, liguri di provenienza, e tramite questi con tutta l'Europa.

         Poi c'era l'ossidiana, trovata sui bacini vulcanici di Monte Arci vicino Oristano, e consistente in materia lavica vetrosa per il raffreddamento rapido, da cui si facevano agevolmente per scheggiatura lame taglienti come vetri, punte di freccia, con la sola scheggiatura.

         Di questi prodotti di ossidiana dell'età della pietra scheggiata sono state contate 150 fabbriche sul fianco del Monte Arci, fabbriche per il commercio internazionale verso l'oriente e il Nord Europa.

         Commercio senza moneta?

         Sì, il commercio incomincia prima della moneta, perché ogni merce è moneta di sè stessa e tutte le merci sono buone monete. Se non ci fosse moneta potremmo fabbricare punte di freccia (che sono sempre utili per cacciare e perciò per vivere), trasportarle e scambiarle con barche o battelli, ritornare per commerciare con nuove barche attrezzi di ossidiana pagando con altri oggetti di ossidiana o caccia ottenuta agevolmente con le frecce di ossidiana.

         Così si vede che l'ossidiana è moneta e funge da moneta, come ogni bene senza moneta è scambiabile con ogni altro.

         Il commercio viene prima della moneta e si può fare senza moneta e viene detto Baratto, scambiando un bene con l'altro, e misurando il guadagno e la convenienza ogni volta che si ripassa con la stessa merce: quantità commerciata di ossidiana, o numero via via crescente di barche o battelli impiegati.

         Ciò dava benessere, prestigio e attività al gruppo che si sviluppava.

         L'utilità di chi comprava l'ossidiana o il sale era ovvia: il sale, perché necessario e l'ossidiana, come la selce, perché agevolava la caccia e con la caccia o con le pellicce si poteva pagare l'ossidiana.

         L'utilità di un coltello di ossidiana o di selce può essere rappresentata dal fatto che ancora oggi molti anziani usano il coltello per una infinita quantità di impieghi che li rende quasi autosufficienti.

         Il Mediterraneo di 8.000 anni fa va visto presto come un via vai di trafficanti e commercianti.

         Dopo l'industria, della selce e del sale, che è la prima attività economica dell'uomo e che lo definisce uomo (uomo è l'animale che si provvede degli strumenti per prodursi i beni di cui ha bisogno: frecce, martelli, coltelli etc.) c'è il commercio, attività economica ad alto potenziale perché offriva beni altamente utili, ma pur poco costosi: bastava trovarli e navigare per venderli, cari dove mancavano, nè era difficile fabbricarli: così il guadagno andava gran parte a chi li commerciava contro prezzi più alti.

Per il commercio Fenicio o Punico si è stabilito che il guadagno era di trenta volte il capitale impiegato, che sicuramente era un livello molto redditizio (Polibio).

 

 

Dagli sporadici commercianti della prima età della pietra ai professionisti del Commercio: i Micenei e i Fenici.

 

I Micenei.

 

         I Micenei che abitualmente chiamiamo Achei, sono le popolazioni che fecero la guerra di Troia e popolavano le città di Argo, Micene, Sparta, in Grecia. Questi popoli ebbero l'egemonia navale per lungo tempo nell'Oriente del Mediterraneo e contesero ai Fenici, che poi fondarono Cartagine, l'occidente occupando la Sardegna e altre piazze forti in Corsica e Baleari.

         Tracce importanti di questo insediamento sono le terracotte e i richiami letterari dei porti sardi quali Olbia, che è un nome di una città della Grecia antica, secondo l'usanza di ridare i nomi delle città di origine, poi c'è una Nea - polis indicata nel golfo di Oristano e Cagliari che per avere la città moderna sopra lascia meno evidenti i siti archeologici più antichi.

         Anche per la dominazione Fenicia e poi Punica Cagliari porta lo stesso problema.

         Infatti è sicuramente la città Fenicia più importante della Sardegna, e le vestigia dei cimiteri ancora evidenti su tutta la collina di Santa Avendrace lo confermano, per la grande dimensione e la disponibilità di un grande porto dentro la laguna di S. Gilla che lambisce il Viale S. Avendrace.

         Questa evidenza conferma che Cagliari è dall'antichità il centro più importante dell'Isola, bocca di carico e scarico di merci dal paleolitico in poi verso l'Africa e l'Oriente e sede di una cultura precedente i Miceni e i Fenici e attestata nelle colline di Cagliari, in particolare sul colle urbano di Monte Claro in città, e detta cultura di Monte Claro per i vasi particolari di terracotta ivi trovati.

         A questo polo meridionale di traffici di industria litica e del sale (anche oggi ci sono le saline), poi di coltura agricola, fa pendant il polo Nord attestato sia sul versante di Olbia e isole dell'arcipelago maddalenino, come verso Alghero sottovento, con grandi tracce di necropoli famose quale quella di Anghelu Ruju vicino ad Alghero, oggi inserite nel comprensorio vinicolo che produce un vino famoso di nome Anghelu Ruju, cioè Angelo Rosso.

         La doppia polarizzazione, evidente fin dalle origini dei primi insediamenti in Sardegna, è evidente ancora oggi con le due capitali di Cagliari e Sassari, ad indicare un riferimento antico al Nord Europeo e un riferimento al Sud antico Africano e Orientale. Questa caratterizzazione passa attraverso tutta la fase nuragica, che può iniziare coi Micenei (4.000 - 3.500 anni fa) e finisce coi Romani e mantiene la doppia caratterizzazione Nord e Sud, anche se la cultura Nuragica si è diffusa capillarmente nell'interno della Sardegna, preferendo anche le montagne dove ci sono ancora imponenti bastioni nuragici a difesa dalle eventuali invasioni.

         Questa difesa è stata costruita da popolazioni Achee, dette Micenee dalla loro capitale Micene, e guerriere che lontano dalla madre patria hanno costituito un nucleo di resistenza duro per impedire invasioni dal mare che già erano considerate possibili da quando l'egemonia Micenea era venuta meno nei mari d'Oriente a favore dei Fenici per la caduta della prevalenza Micenea in Oriente.

         Tale caduta è databile poco dopo la guerra di Troia, cioè circa 3.200 anni fa, che indica l'anno di datazione della guerra di Troia.

 

I Micenei in Sardegna.

 

         I Micenei rappresentano quindi i primi abitanti numerosi che per la colonizzazione Achea delle Coste (Olbia, Neapolis, Cagliari) hanno costituito un nucleo numeroso di popolazione, certamente più numeroso di quella venuta con la glaciazione sia dal Nord tramite il corridoio dell'Elba e Corsica, che dall'Africa con possibile arrivo di uomini primitivi verso Cagliari e le coste occidentali (Iglesiente), ma già indirizzati e motivati dal commercio di sale, conchiglie, terracotte, ossidiana; ciò prima dei metalli che vi furono poi trovati abbondanti, per i bisogni dell'antichità: rame e zinco specialmente, quindi il bronzo.

         Questo periodo Arcaico, attestato dalle culture pre - nuragiche, ha lasciato ampia documentazione archeologica, ma certamente i numeri di popolazione sono ridotti, forse meno di centomila abitanti, mentre con la cultura Nuragica si raggiunge la popolazione di 1.500.000 di abitanti, che è la popolazione che da allora la Sardegna ha mantenuto quasi sempre, con la differenza che allora era una popolazione densissima (per allora Strabone indica la Sardegna intensamente popolata e ricca di ogni coltura agricola: come era ricca finchè è rimasta la vocazione agricola, cioè fino al 1950 circa. Dopo di che c'è stata ulteriore terziarizzazione moderna e una certa industrializzazione, non esente dal fare danni all'altra parte dell'economia).

        

La cultura nuragica.

 

         La cultura Nuragica è la elaborazione di una cultura guerriera (Achea, cioè Micenea), che avendo di fronte nel Mediterraneo una insorgenza di prevalenza fenicia e la fine della predominanza micenea in Oriente ha provveduto ad abbandonare le coste della Sardegna per barricarsi al suo interno, dove manteneva l'egemonia, e lasciando le coste quanto bastava per controllare senza esporsi direttamente al rischio di invasioni senza potervi provvedere.

         Ciò ha comportato l'arretramento delle capitali all'interno dell'isola, anche se non molto arretrate.

         La capitale Nuragica del sud si era spostata dalla precedente localizzazione nelle colline marine di Cagliari a quella maestosamente difesa di Barumini, vera porta sud della Isola di Sardegna.

         Al Nord la capitale Reale (di Re Omerici s'intende, Re pastori, capi Regionali di tribù, Re di costruttori di fortezze) può essere localizzata con i castelli - Nuraghi molto grossi, vere fortezze, quello di S. Antine e Nuraghe Losa, che costituivano ora l'uno ora l'altro la porta nord e porta verso la montagna, come era anche la fortezza e villaggio - capitale di Barumini. Come oggi ci sono le capitali Cagliari e Sassari, allora c'erano le capitali di Barumini e di S. Antine - Losa.

         La necessità per i Micenei di difendersi nell'isola ha comportato la messa a coltura del territorio per pastorizia ed agricoltura, giacchè non si poteva più vivere di commercio e di armi che nel Mediterraneo vedevano ormai i Fenici egemoni (soprattutto nel commercio, ma pericolosi anche militarmente).

         La civiltà nuragica che ne è derivata è durata oltre 1.000 anni, ha colonizzato l'intera Sardegna, con una attenzione alla montagna dovuta ai rischi delle coste, ma pur sempre sfruttabile con la pastorizia, e riprendendo quel luogo della cultura megalitica dove si erano localizzati i primi uomini che adoravano il sole ed ergevano grandi tombe e adoravano i propri avi. Queste grandi tombe, comuni nell'interno della Sardegna, si chiamano oggi tombe dei  Giganti perché fatte con pietre grosse e ciclopiche, ed erano tombe per molti e i più importanti della comunità e Re  Micenei , adorati per dare continuità alla comunità: queste sepolture megalitiche erano luoghi di culto, come altri ce ne sono in cima alle montagne per il culto del sole e rivolte a Mezzogiorno (Monte Paulis di Lanusei).

         La regressione territoriale dei Micenei ha saldato le culture "moderne" dei Micenei di allora (3.500 anni fa navigatori) con quelle ancestrali degli adoratori del sole che seppellivano con grandi pietre.

         Ciò si è sviluppato tra 3.500 e 2.700 anni fa quando poi un certo sfondamento fenicio c'è stato in Sardegna, portando via la parte occidentale e meridionale della Sardegna ai Nuragici.

         In questa posizione rimarranno i Sardi  Micenei rispetto ai Punici fino quasi all'arrivo dei Romani.

         Gli archeologi hanno trovato nei pressi del paese di Bonorva le fortificazioni che i Nuragici   Micenei hanno costruito per difendere gli accessi alla montagna e per contrastare eventuali invasioni dei Fenici che avevano un forte nella pianura di fronte. Questa fortificazione Nuragica fatta di muri a secco ad arco secondo la collina e selciati a terra era in opera comune a tutte le altre opere nuragiche e mostra una situazione tipo frontiera Indiana, una specie di Fort - Apache, che ha resistito fino all'arrivo dei Romani.

 

La cultura Fenicia.

 

         La cultura Fenicia si insinua in Sardegna e in tutto il Mediterraneo occidentale perché le altre marinerie sono soccombenti, in particolare quella Micenea.

         Gli approdi ormai liberati dai Micenei, che sono arretrati nell'interno dell'Isola, sono facilmente raggiunti dai Fenici che prima si attestano prudentemente su isolotti congiunti con la terra o addirittura staccati ( Solki , da cui   Sulcis ) per evitare rischi di contatto non desiderato. Da questi isolotti, o penisolette difendibili e a tiro di nave per scappare, i Fenici si proponevano ai Sardi con manufatti di lana, di metalli e di oro, che via via sostituivano il commercio Miceneo, e di cui certo non si poteva fare a meno senza regredire verso la primitività.

         Le pelli dei pastori trovavano uno sbocco commerciale e si potevano acquistare metalli e bronzo in particolare per le armi e tutti gli strumenti, anche se il bronzo si poteva già produrre in Sardegna prima di ciò per la presenza di miniere di rame e zinco.

         Ma proprio queste miniere furono la prima mira dei Fenici che occuparono primamente il bacino metallifero detto oggi dell'Iglesiente (dalla città di Iglesias) e che disposero tutt'intorno le loro città: Cagliari, Nora, Bithia, Sulci, Tharros, la più importante delle quali sembra ora Sulci solo perché non è stata coperta dalla città moderna come Cagliari e perché era la più vicina al bacino metallifero.

         Sulci (oggi S. Antioco), isola o penisola sul lato ovest a sud, era una importante colonia Fenicia e poi Punica (entrambe le parole vengono dal greco Phoinix) che ha importanti rinvenimenti archeologici tra cui le mura di difesa. Altri siti archeologici fenici minori si ritrovano lungo la costa orientale a Muravera, a Tertenia - Sarrala sul mare e a Tortoli - S. Gemiliano di Arbatax, oltre che nella nuova destinazione commerciale di Olbia - ex Micenea e anche gli  altri siti   ex Micenei .

         La semidominazione Fenicia della Sardegna ha comportato un migliore sfruttamento del terreno dal punto di vista agricolo, dato che i punici erano espertissimi dell'agricoltura ed a Roma si citava di un grande testo di Agronomia punico del punico Magone.

         Però questo non comportò un miglioramento di libertà, e i liberi ripararono sui monti e colline con terre peggiori.

         All'inizio i Sardi guerrieri inflissero una terribile sconfitta ai Fenici, come guerrieri Micenei, ma dopo i Fenici poterono usufruire di tutto l'impero coloniale che arrivava fin sull'Oceano Atlantico (l'antica Tartesso oggi Cadice in Spagna, e nel Marocco Atlantico).

         Queste risorse erano venute meno ai Micenei con la fine dei Regni Micenei in Oriente e i Sardi si difesero solo localmente, con i mezzi limitati di un regno regionale e non più internazionale. Uno dei deficit era poi la vecchiezza della tecnica militare che in Sardegna si era evoluta producendo gli stupendi bastioni dei Nuraghi, ma esaurita questa applicazione di una tecnica di torri di difesa già nota agli Assiri e da cui forse i Micenei l'avevano presa, furono i Fenici a fare uso di tecniche di guerra prese da eserciti ordinati e numerosi, come era avvenuto in Babilonia, eserciti che non poggiavano solo sul valore individuale acheo che noi conosciamo dall'Iliade.

         Questo atteggiamento individuale è ancora visibile oggi e premia la libertà ma lascia spazio alla poca organizzazione.

 

I Romani.

 

         Con i Romani lo sviluppo fu superiore in Sardegna, anche se non superiore alle sole città Puniche che godevano di straordinaria ricchezza dal commercio e dalla manufattura di oggetti preziosi (Tharros) che serviva tutto il mediterraneo. Anche se con la conquista parziale della Sardegna, ma si intende la gran parte di terre fertili (la pianura attualmente chiamata Campidano, da Campeda o Campania o zona di campi coltivati, dove c'erano prima i Campani o Greci, o Achei Micenei).

         Il nome che i greci diedero alla Sardegna fu quello di Ichusa, che indica sandalo o piede che è la forma della Sardegna (oggi c'è una buona birra in Sardegna con quel nome a ricordo dei padri Achei, una birra leggera fatta con buona acqua delle fonti granitiche e leggere).

         I Romani hanno lasciato imponenti resti in Sardegna.

         A Cagliari c'è l'anfiteatro ancora intatto perché scolpito sulla roccia di un pendio di una collina della città, la principale di oggi che occupa la parte antica della città che si chiama Castello, dal tempo che fu dominio spagnolo (500 anni fa), castello dei governanti fortificato con belle mura e bellissime torri del  precedente dominio Pisano (800 anni fa),cioè del tempo delle repubbliche marinare.

 I Sardi chiamano questo Castello Casteddu ed è il nome sardo di Cagliari. Il nome latino di Cagliari è invece Kalaris che sembra un genitivo latino "delle cale", cale di cui era formato il territorio intorno, pieno di stagni e anse aperte di mare a formare stagni. Stagni non ancora chiusi dal mare e che sono ancora in corso di riempimento dall'epoca glaciale in cui i fiumi avevano rotto quei cordoni litoranei ,che ora si stanno riformando e definitivamente si stanno ricolmando gli stagni, che sempre nei racconti di prima, o anticamente erano di più e più grandi. La fase glaciale abbassando il livello del mare aveva tramite i fiumi sfondato queste barriere per il correre dell'acqua dei fiumi verso la quota più bassa e fatto un solco nella attuale pianura e mantenuto parte del terrapieno del campidano a livelli delle epoche glaciali diverse, e oggi sono chiamate "terrazze" dai geologi che le ritrovano.

         Il fiume glaciale aveva scavato il solco circa 120 metri più sotto del livello della pianura di oggi e con la deglaciazione il mare si è rialzato e ora fa depositare i detriti ai fiumi più in alto. Gli ultimi stagni attuali sono le valli glaciali in via di riempimento (come si può vedere per i laghi alpini e le paludi della foce del Po che sono ugualmente residui in via di riempimento delle valli glaciali più profonde di circa 120 metri rispetto al livello della pianura di oggi e del livello del mare di oggi). 

Le bocche dei fiumi sono attualmente a Oristano e a Cagliari e qui ci sono gli stagni (Oristano = Oru' e Istainu = Bordo di stagno) dove anticamente c'erano le cale, come Kalaris appunto luogo delle cale.

         Cala è nome greco, poi Romanizzato, e in Sardegna è usato dovunque: Calasetta (Sulci di S. Antioco), Cala Sinine (Baunei), Calaliberotto (Orosei), Cala Luna (Baunei), Cala Gonone (Dorgali), Calamosca (Cagliari), Cala Moresca (Arbatax) e altre a volontà.

         Oltre all'anfiteatro Romano, Cagliari presenta resti della città Romana affioranti su quasi tutta la città attuale.

         C'è la villa di Tigellio, poeta dell'imperatore, vicino alla Via Vittorio Emanuele e Corso di Cagliari di oggi.

         Poi c'è la chiesa paleocristiana di Piazza S. Cosimo, vero pezzo di Palestina a Cagliari.

         In tutta la città vecchia vicino alla via Roma e al declivo della collina (Via Regina Margherita) affiorano con gli scavi stradali i resti romani delle strade e dei canali di scarico delle acque.

         In Viale S. Avendrace, sulla strada all'inizio, c'è una bellissima grotta incisa e decorata, detta grotta della Vipera, dove le iscrizioni romane indicano la sepoltura di una donna romana.

         Le strade che si diramano da Cagliari sono quasi tutte sovrapposte alle antiche strade Romane e ancora ci sono i nomi dei paesi segnamiglio usati dai Romani (Quartu = Quartum milium sull'Orientale Sarda, Strada Antoniniana o di   Marco Aurelio , Sestu = sextum milium per la strada centrale e Decimo = decimum milium lungo l'asse Cagliari – Porto Torres oggi detta Carlo Felice perché il Re Savoia la fece ristabilire nell'800.

         All'uscita di Cagliari, dalla attuale Porta Castello, dove originava la strada Romana Cagliari - Porto Torres (Sassari), c'è ora una chiesetta chiamata del Buoncammino ad indicare fortuna al Viandante che iniziava il viaggio, dove probabilmente esisteva un tempio alla dea della Fortuna come a Roma c'è sul Tevere ad indicare l'antica Fortuna ai naviganti per il viaggio.

         Da questo luogo si ha un magnifico panorama di Cagliari, delle antiche cale quasi completamente chiuse da cordone litoraneo, oggi stagni e saline (da cui il nome di Kalaris).

         A Porto Torres c'è una parte intera della città romana, nell'abitato, che è indegnamente tenuta all'aperto perché si consumi e sparisca.

         Questa condizione di mancata protezione delle antichità Romane è forse una politica distruttiva perché anche a Roma sono lasciate le mura Serviane consumarsi sotto la pioggia, dopo che si sono salvate per duemila anni solo perché erano sepolte.

         Le mura Serviane, di Servio Tullio cioè, vicino alla Stazione Termini di Roma sono un esempio di distruzione dolosa abbinata a incuria dolosa. In Sardegna c'è un ponte Romano su un guado lungo la strada di Alghero Capo Caccia, visibile dalla strada odierna sulla destra, in totale abbandono.

         Una caratteristica negativa del passaggio dei Romani in Sardegna e ancora visibile è lo scoperchiamento dei Nuraghi.

         Chi credesse che i Nuraghi sono mezzo demoliti per le intemperie non sa che quei nuraghi avrebbero vissuto migliaia, e forse milioni di anni, ma furono scoperchiati dai Romani per renderli inutilizzabili ai Sardi come difesa, data la resistenza mostrata dai Sardi.

         I Romani sono altresì autori di modifiche nella disposizione degli abitanti che furono fatti scendere dalle montagne verso altezze collinari di 400, 500, o 600 metri dove ancora si trovano.

         Ciò ha portato la migliore coltura agricola, la congiunzione dell'interno coi porti, prima diviso in Porti Punici e interno dei Sardi, che ha consentito l'inserimento della Sardegna dentro un'area allargata economicamente sviluppata quale l'Impero Romano.

         La caduta dell'Impero Romano ha costituito un regresso per la Sardegna, anche se questo regresso è avvenuto più tardi che nel resto dell'Occidente perché la Sardegna faceva parte dell'impero Romano d'Oriente, che è caduto molto più tardi.

         Comunque, poi, la Sardegna è passata alla parte occidentale portando tradizioni di gestione territoriale e del diritto che venivano da Giustiniano e comunque da un impero ben organizzato. Queste esperienze amministrative sono note col nome di gestione dei Giudicati, o province diremmo oggi, e la tradizione ci ricorda nomi e princìpi del diritto territoriale (Carta de Logu di Eleonora d'Arborea).

         La parte occidentale dell'Impero Romano ha avuto una più cruda esperienza di barbarie che viene normalmente coperta con vani discorsi di cristianizzazione, che cercano di passare oltre la totale perdita dei diritti.

 

 

I domini di Pisa e Genova.

 

         La Sardegna in epoca Giudicale, post Bizantina, subisce l'intervento di Pisa e Genova, che si dividono la Sardegna in due parti: al Nord Genova con le sue colonie di Castelsardo e Bosa e il Sud con Pisa che occupa Cagliari in maniera ancora visibile con due meravigliose torri delle mura di Cagliari che si chiamano: Torre di S. Pancrazio e Torre dell'Elefante.

         Successivamente la Sardegna passò quasi totalmente a Genova, se si esclude il tira e molla con gestori locali dei giudicati, la cui più famosa è Eleonora d'Arborea, che ha mantenuto il controllo di un'area tra Oristano e Cagliari, fuori Cagliari, che ricorda il regno Sardo del Sud del periodo Nuragico che aveva reggia e centro a Barumini (Nuraghe e villaggio di Barumini). Ciò indica che le situazioni in Sardegna sono sempre le stesse dal tempo in cui sono arrivati i Liguri dal Nord e gli orientali da Est e Sud formando due poli ben visibili ancora oggi e relativamente diversi e dovuti alla qualità del terreno utile (Campidano di Cagliari e Sassarese).

         Solo di recente si è superata quella disposizione Nuragica che è la antica mappa del grano, dove si vedono a vista decine di Nuraghi insieme, sulla linea Macomer - Abbasanta - Nuoro, che costituisce il bacino nuragico del grano in mano ai Sardi in epoca fenicia.

         Con l'abbandono quasi completo dell'agricoltura ora in Sardegna, quella disposizione viene abbandonata a favore delle coste che risentono del richiamo moderno del turismo, così come furono allora anticamente importanti per i primi abitatori per il commercio.

         La riapertura ai commerci e alla mobilità è un fattore positivo e una condizione da cui la Sardegna si è staccata solo temporaneamente nella storia.

 

Gli Aragonesi.

 

         Gli Aragonesi colonizzarono la Sardegna con la forza di un impero enorme e la Sardegna rivisse nella realtà di scambio internazionale anche se in posizione non centrale rispetto alla Spagna.

         Si può dire che ancora oggi in Sardegna tutto parli degli Aragonesi.

         Il castello fortificato di Cagliari (Rione Castello), i palazzi della nobiltà Aragonese ancora in Cagliari alta con le lapidi a segnare i fatti più importanti: Carlo V vi mise una lapide che indica che "ci troviamo qui riuniti Principi e Re d'Europa con 600 navi " per cercare di debellare la pirateria saracena.

         Altri misero una lapide di monito dopo il trucidamento del vicerè e furono uccisi i responsabili e bruciate le case: "Ocho al viandante" chiude la scritta. Poi ci sono i castelli di Quirra (del Conte Carroz de Quirra, su un bel monte verso Tertenia) e di Medusa.

 

 

 

 

I Savoia.

 

         I Savoia sono i veri padri dei Sardi. Non c'è un Sardo che non sia un soldatino Savoia: per severità di educazione, costanza dei rapporti personali, fermezza e libertà.

         Con i Savoia i Sardi sono liberali moderni, eredi dei Micenei - Achei, intraprendenti e fermi.

         I tempi moderni hanno portato problemi anche in Sardegna dove fa breccia per generosità una certa ingenuità che è il rischio di ogni persona non chiusa.

         Dei Savoia c'è ancora il monumento al Re Carlo Felice che regnò in Sardegna a Cagliari e che diede la struttura moderna della strada principale della Sardegna Cagliari  - Sassari detta perciò Carlo Felice.

         Ogni altra cosa, casa o palazzo in Castello a Cagliari, riporta ai Savoia: i forni della guarnigione, in zona Buoncamino (Torre di S. Pancrazio) il comando militare, il palazzo Reale, piazza Martini d'Italia e l'ottimo Bastione, ingresso monumentale notevole al Castello dalla parte bassa della città costruito dai Savoia.

        

 

Conclusioni

Le tracce di Jolao

 

 Lungo la costa orientale sono molte le tracce di Iolao ,eroe  greco  padre di Sardo.

Lungo la linea orientale ci sono due  formidabili villaggi nuragici , chiamati uno SERRA ORRIOS (ORIOR,  delle origini) con  templi per riunione del Consiglio di capi tribù, grosso centro equivalente all’attuale Nuoro cui è vicino.Il  villaggio Serra Orrios è il più importante del bacino orientale montagnoso a cui segue per importanza il villaggio nuragico di Lanusei- Selène con bellissime e importanti tombe giganti, seconde solo a quella di Fonni, sepoltura di Iolao, Sardus Pater.

Questo villaggio nuragico , con nuraghe in posizione maestosa sulla costa con veduta  del mare per 20 chilometri, controllava le rotte fenicie da 800 metri sul mare con veduta diretta delle navi, come si può fare oggi.

 

Questo popoloso villaggio fortificato chiudeva a oriente il controllo sul mare che diventava fenicio e completava i bastioni  montani contro i fenici che a Sud avevano Nuraghe Arrubiu di Orroli e a Ovest  il nuraghe di Barumini e quelli di Losa- S.Antine in un primo tempo, e poi le trincee fortificate di Bonorva.

Il popolo di Iolao , gli Iolei o Iliesi , ha lasciato tracce numerose nella zona degli sbarchi che si chiamano Portum Ilii e poi nelle montagne che si chiamano  Perda Iliana ( o Liana)e dove c’è l’albero  portato da Iolao , la iolea, che i Romani chiamavano olea e che ancora domina  la zona chiamata  Oleastra.

Con l’ arrivo dei Romani le popolazioni del Gennargentu furono abbassate di quota per fare meglio l’ agricoltura e più vicine al mare.

La popolazione del villaggio nuragico di  Selène  fu spostata a Lanusei, quella del villaggio di Perda Liana- Tonneri  fu spostata a Seui, quella di Bau Mela  a Villagrande , e quella di Gennagentu ,dove ancora oggi il luogo si  chiama Ruinas, ad Arzana.

I Romani fecero le strade là sui sentieri  che avevano fatto le popolazioni di Iolao, prima fra tutte quella detta  Sa Serra , dal mare dello sbarco detto della Musa del Mare(Musedu) fino a Lanusei ,dove erano salite e dove c’è ancora Sa Sedda ‘e  Sa  Porta, dove c’era la porta fortificata a difesa dopo l’arrivo dei Fenici , lì quando sulla strada si arrivava verso la montagna.Poi una per Tortolì ancora visibile e una verso  Mezzogiorno da Lanusei per la zona  agricola detta Su Acu ( Ipsum Vacuum , la valle)  selciata e ancora visibile.

Il dio volle che Iolao fosse ricordato , scolpendo  nel monte prospiciente il porto, nella roccia, l’immagine del guerriero che ancora si vede verso il mare.

Ma la sua tomba  rimane protetta  dietro la montagna a forma di toro che la custodisce a ricordo del ruolo dello sviluppo dell’agricoltura .

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'economia della Sardegna dal 1950 ad oggi.

 

         L'economia che si è trovata in Sardegna dopo la guerra è la continuazione di quella economia medioevale delle Pievi e dell'Agricoltura che molti possono aver conosciuto.

         Questa economia comportava un numero esagerato di addetti alla agricoltura e alla pastorizia, e per la pastorizia il peso è alto ancora oggi.

         Questa eccessiva occupazione agricola era ottenuta con forte natalità spinta da prescrizione di procreazione irresponsabile atta a formare addetti a piccoli Mansi, e come esattamente era nel Medio Evo e come era stato ricostruito con il divieto di fare vigna Fenicio (cioè col divieto di fare economia moderna) associato alla prescrizione di procreazione irresponsabile (6 o 13 figli).

         La modernità portò la mobilità della popolazione, settoriale, territoriale e urbana.

         Tutto questo ha configurato una nuova struttura della Economia della Sardegna in senso quasi moderno.

         La forte mobilità settoriale ha ridotto l'occupazione o la sottocupazione agricola, mentre quella della pastorizia, per essere politicizzata e con forti incentivi e non disincentivi, viene mantenuta.

         Ma l'apertura alla modernità dura poco e con lo sviluppo del turismo, subìto per iniziative esterne quale quella dell'Aga Khan, la Sardegna viene fatta oggetto del divieto di fare vigna nella forma di impedimento all'Aga Khan e coll'impedire imprenditorialità turistica o col distruggerla dove c'era da molto tempo come ad Arbatax.

         Il tutto è stato condito con divieti, di falso rispetto dell'ambiente, chè degli incendi estivi nessuno condanna il deturpamento dell'ambiente perché fa arretratezza voluta dal Fenicio.

         Le aree soggette alla forte contestazione per imporre il divieto di fare vigna sono quelle meglio tenute. Dove non si deve opporre all'Aga Khan l'economia controllata è un via libera allo sfascio, con dune marine portate via dalle ruspe perché tolgono la vista del mare alla casupola.

         La situazione viaria e degli accessi al mare è di sterrati o tratturi e l'ospitalità turistica locale è spesso da principianti perché la professionalità e il settore è boicottato.

         Le alte tariffe di trasporto, combinate Nave - Aereo, fanno stop al turismo e soddisfano quel fare Fenicio di economia che viene proposto all'ingenuità dei Sardi.

         Quelle alte tariffe di nave si reggono sugli alti prezzi dei biglietti d'aereo che sono di monopolio perché alti e anche se ci sono più linee sono sempre di monopolio perché sono due tre volte il prezzo di un viaggio equivalente libero Europeo o Americano.

         D'altronde l'interdizione al volo aereo di Compagnie internazionali è il segno delle barriere all'entrata effettive che seguono il monopolio.

         La struttura ricettiva non ha programmazione né organizzazione e il lato Sud è totalmente trascurato in termini della sua organizzazione turistica, contrariamente alla qualità dei luoghi e delle vestigia storiche.

         Questo per avere uno sviluppo lento che consente al Fenicio il controllo politico di ogni iniziativa e mantenere così il controllo sui Sardi e sulla loro economia com'era con i Fenici e il loro divieto ai Sardi di fare vigna.

 

         L'industria in Sardegna ha avuto una esplosione volta a fare operai politicizzati, a fare monte dei contributi alla localizzazione di imprese enormi espressamente vietate.

         La chimica del petrolio ha distrutto lagune, litorali e paesaggio, e visto l'esito di chiusura quasi totale si vede che più che altro era il programma per impedire il normale sviluppo di allora.

         Il blocco delle Autostrade, che in Sardegna non ci sono mai state, ha bloccato anche l'economia italiana che ora sta sullo sviluppo zero, e forse negativo tenendo conto dei redditi personali, per le tasse "fenicie" e l'altissimo costo delle abitazioni, per l'abolizione "anticapitalistica" del mercato degli affitti urbani e per l'altissimo prezzo delle abitazioni in proprietà, frutto della azione di eliminazione degli affitti.

         La Sardegna dopo questa "cottura" è pronta per essere una regione destabilizzata a basso sviluppo e quindi è ricondotta ad essere una regione meridionale, che la tradizione Savoia, Genova e Pisa, aveva sempre impedito.

         L'ingenuità dei Sardi e la falsità del Fenicio fanno questo.

 

 

 

 

 

 

 

la lingua sarda

 di   prof marcello pili 

 

 

 

LINGUA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I COGNOMI DELLA SARDEGNA

 

     I cognomi della Sardegna sono raccolti secondo il significato dei cognomi che sono: nomi latini di animali (Angius, Porcu, Podda, Pisci etc) più nomi di frutti (Piras, Pirastu, Meloni, Prunas etc) che insieme danno i cognomi degli addetti alla agricoltura, come se i Romani avessero  dato il cognome secondo il loro mestiere. Perciò per l'agricoltura figurano i nomi degli animali per gli allevatori di animali o pastori, i nomi dei frutti della terra (Piras, Meloni, Fenu etc), della lavorazione della terra o dei luoghi agricoli (Campus , Ortu, Putzu etc) e i nomi della lavorazione del pane (Fara, Simula, etc) per gli agricoltori, per cui il totale dà gli addetti all'Agricoltura.

Poi ci sono i nomi di strumenti di lavoro (Marras, Farci, Stocchino, Agus, etc) che indicano gli addetti all'industria e all'artigianato.

Poi i Notabili addetti (Pubblici) per ramo di competenza (Dessena, De Muro, Dettori, De Murtas, De Plano, De Montis etc) che insieme a quelli delle qualità personali (Brundu, Ruju, Basciu, Mancosu, Pintus, Virdis etc) che abbiamo chiamato cives, come addetti ai servizi, e i militari (Pili, Piliu, Pilo etc), danno gli addetti ai servizi.

Nel proseguo verrà data una tabella degli addetti ai vari settori Agricoltura, Industria e Servizi che sarà paragonata con una economia recente della Sardegna relativamente arretrata (1961).

Il confronto tra il numero di addetti all'agricoltura, industria e servizi di 2200 anni fa, quando i Romani occuparono la Sardegna e la riorganizzarono dando i nuovi cognomi in latino secondo il settore a cui erano applicati al lavoro i Sardi, e gli addetti in percentuale negli stessi settori al 1961, anno relativamente recente e di economia relativamente arretrata, viene fatto in una tabella dopo l'analisi della derivazione latina di quei cognomi, qui appresso.

Si può già dire che la realtà fotografata 2200 anni fa (II guerra Punica) non è molto diversa da quella del 1961, se non per una maggiore percentuale di addetti ai servizi, e quindi con una economia più moderna 2200 anni fa rispetto al 1961.

 

 

 

 

 

Questi dati in tabella sono più avanti commentati ulteriormente.

 

AGRICOLTURA

INDUSTRIA

SERVIZI

 

 

Animali (Pastori)

 

da Pera (Agric.)

 

Altri frutti (Agric.)

 

Altri prodotti agr. (Agric.)

 

Prodotti del pane (Agric.)

 

Luoghi agricoli (Agric.)

 

 

 

 

Strumenti

 

 

Professioni (Notabili)

 

da Pilum

 

Qualità (colori)

 

Altre qualità

 

Altri

 

Altre parti del corpo

 

Colori altre qualità

 

 

 

COGNOMI DELLA SARDEGNA

 

Animali                                        Qualità                                da Pera

                                                      (colori)                                PIRAS

ANGIUS                                        BRUNDU                              PIRAI

 

PORCU                                         RUJU                                    PIRASTU

 

PODDA                                         RUBIU                                  PIREDDA

 

PUGGIONI                                   MURRU                               PIRARBA

 

PISCI                                                                                         PIRINA

 

PISCHEDDA                               +altro                                    

 

MULEDDA                                    professioni                           + altri frutti

BOI                                               DE - S - S'ENA                   BACCAREDDA

 

ANGIONI                                      DE MURO(U)                       MELONI

 

TRUDU                                         DE (T)TORI                         PRUNAS

 

LEPORI                                        DE MURTAS                        FIGUS

 

CABRAS                                       DE LUSSU                           MURA

 

ACCA (VACCA)                           DE-S-OGUS                         MELAS

 

MULAS                                         DE PAU                                + altri prod.

 

ABIS                                             DE RIU                                 agricoli

 

CABIDDU                                     DE PLANO                           SPIGA

 

PERDISCI                                     DE MONTIS                         CANNAS

 

PUXEDDU                                    DE IDDA                              ORRU'

 

(DA PULIXEDDU)                        (DEIDDA)                             FENU

 

                     DE LOGU                             FLORIS

 

PULIGHEDDU                              DE JANA                              PALMAS

 

MURINU                                       (DEIANA)                             PIBIRI

 

                                                      DE (F)FENU                         PISU

 

                                                      DE (S)SOLIS

 

Che sono poi in totale come:

 

Pastori                                         Notabili                               Agricoltori

 

Poi                                   

Da Pilum                                      + altre qual.                         Altri

                                                       (oltre i colori)

 

PILI                                                                                            SULIS

 

PILIA                                            BASCIU                               SALIS

 

PILLAI                                          MANCOSU                          SOLIS

 

PILLERI                                        PIZZINNU                            SELIS

 

PILIU                                            LADU

 

PILLIU                                          ARZU                                + strumenti

 

PILUDU                                        ARESU

 

PILO - PILI                                   MANNU                               MARRAS

                                                   

                                                                                                   FARCI

 

Altre parti                                    prodotti                                STOCCHINO

 

corpo                                            del pane                               AGUS

 

PES                                               PANI                                    CORDA

 

CONCAS                                      FARA                                   SPADA

 

MANI(G)AS                                  (FARRA)                              SULAS

 

PODDIGHE                                   SIMULA                               SASSU

 

PILLONCA                                   + luoghi                                DOA

 

PEDDE                                          agricoli                                 CORRIAS

 

CIUFFU                                        CAMPUS                    ZEDDA (SEDDA)

 

                                                      ORTU                                   SERRA

 

                                                      PUTZU                                 PINNA

 

                                                      MA(R)RONGIU                    FODDIS

 

                                                                                                   FOGU

 

                                                                                                   CARBONI

 

 

 

colori

altre qualità

 

PINTUS

 

VIRDIS

 

MELIS                                          

 

CHERCHI

 

MACIS

 

LECIS

 

FLORIS

 

PISTIS

 

ONNIS

 

ARBA

 

MARCIALIS

 

I cognomi sono di struttura naturale pagana

    

DE S'ENA                                                                                  Addetti alle fonti

 

DE MURO                                                                           Muratori e Impresari

 

DETTORI                                                                                  Allevatori di tori

 

DE MURTAS                                                                      Proprietari di pascoli

 

DE LUSSU                                                                   Venditori di roba di lusso

 

DE-S-OGUS                                                                              Oculisti e medici

   

DE RIU                                                                                    Addetti alle acque

 

DE PLANO                                                Addetti alle terre (governo) di pianura

 

DE MONTIS                                        Addetti al governo delle terre di montagna

 

DE IDDA                                         Addetti agli affari urbani (impiegati pubblici)

 

DE LOGU                                                        Addetti al governo della pastorizia

 

DE JANA                                                                                Addetti al cimitero

 

DEPAU                                                                   Addetti agli affitti dei pascoli

 

DESSOLIS                                                                                          Cappellai

 

 

 

+ Altri strumenti delle Professioni

 

MARRAS, FARCI                                                              Zappatori e Falciatori

 

STOCCHINO                                                                                        Macellai

 

AGUS                                                                                          Sarti e tessitori

 

LORIGA                                                                                                     Vasai

 

CORDA                                                                                                  Marinai

 

SPADA , SCUDU                                                                                           Soldati

 

SULAS, CORRIAS, SEDDA (ZEDDA)                                         Calzolai, Sellai

 

SASSU, PALA                                                                                       Muratori, Edili

 

SERRA,COSSA(U)                                                                             Falegnami

 

DOA, CUBONI, CARRADA                                                                       Vinai

 

PINNA,CONTU,CARTA                                                                         Scrivani

 

FODDIS,BROCCA                                                          Minatori,  Trasportatori

 

FOGU, CARBONI                                                                     Fabbri, Fonditori

                                                                                                      

 

     Tutti si credono eredi di quegli Achei che hanno colonizzato l'Isola con la realtà del re pastore, quasi ancora oggi esistente come in epoca omerica, e conferma che gli esempi dei cognomi di Epoca Romana II - I sec. A.C. sono un esercizio che mette bene in evidenza la classificazione della popolazione in gente comune(Agricoltori e Pastori), Professioni(Industria), Notabili(Servizi).

 

 I cognomi sono molto più moderni( 2200 anni fa) dei toponimi,che sono molto più antichi (3500 anni fa ).Tali sono i nomi di paesi come Nuraminis(città di  Noragugume(paese dei cocomeri), Ballao , Narbolia ( paese  arboricolo), Nurra ,Nora (città), Lanusei(dei boschi lanosi), Baunei (dei luoghi di valli),Barì ,Orosei(serie di bordi, di costa),Barumini( Baru-dominus, città del Re)                                                                                              

 

DERIVAZIONE DEI COGNOMI DELLA SARDEGNA DAL LATINO

             

1) Animali                            

- Sardo -                                Latino (nom.)                       Italiano

 

ANGIUS                                 AGNUS                                  AGNELLO

 

PORCU                                  PORCUS                                PORCO

 

PUDDU                                  PULLUS                                 POLLO

 

PODDA                                  (Pulla da Pullus)                     POLLA (Gallina)

 

 

PUGGIONI                             (da Pullus)                               Pulcino, Uccello

   

 

CORBU                                  CORVUS                                CORVO

 

PISCI                                               PISCIS                                   PESCE

 

PISCHEDDA                          (da Piscis)                               PESCETTO

 

MULEDDA                             (da Mula)                                 (Piccola Mula)

 

BOI                                         BOVIS                                    BUE

 

ANGIONI                               (da Agnus)                              (Agnello)

 

TRUDU                                  TRUDUS                                TORDO

 

PIGA                                      PICA                                      GAZZA

 

LEPORI                                  LEPUS (Leporis)                     LEPRE

 

CABRAS                                CAPRA                                  CAPRE

 

ACCA (Vacca, Aca)                VACCA                                  VACCA

 

MULAS                                  MULA                                    MULE

 

ABIS                                       APIS                                       API

 

FALCHI                                  FALCO                                   FALCHI

 

CABIDDU                              CABALLUS                            CAVALLO

 

IBBA (da Ebba)                       EQUA                                     CAVALLA

 

MACCIONI                                      CATAL MAXON                    GHIOZZO

 

PERDISCI                              PERDIX                                  PERNICE

 

PUXEDDU                              (da Pulex)                                PULCETTA

(da sardo Pulixeddu)               

 

PULIGHEDDU                       "                                             "

 

MURINU                                MURINUS                              TOPOLINO

 

2) Qualità: colori

 

BRUNDU                                BLONDUS                              BIONDO

 

RUJU                                               RUBER                                   ROSSO

 

RUBIU                                    RUBER                                   "

 

NIEDDU                                 NIGRUM                                NERO

 

MURRU                                 MUREX                                  ROSSO

(amaranto)

MORITTU                              (di Morus)                               MORETTO

                                                                                              (di Mora)

 

MUREDDU                             "                                             "

 

MORO                                    MORUS                                  MORO

(di Mora)

CANU (CAU)                         CANUS                                  CANUTO

 

3) Caratteristiche

 

PIU                                            PIUS                                   PIO

 

CAMBOSU                             GAMBOSUS                          Gambe lunghe

 

BASCIU                                 _________                                BASSO

 

PITTAU                                  PINCTUM                              PINTATO

                                                                                              (colorato)

 

MANCOSU                                      MANCUS                               MANCINO

 

MANNIRONI                          (da Magnus)                            GROSSO

                                              

PIZZINU                                 ___________                         PICCOLO

 

LADU                                     PLANUM                                PIATTO

 

ARZU                                     ALTUS                                   ALTO

 

ARESU(Arresi)                       ARESUM                                MAGRO

 

MANNU                                 MAGNUS                               GRANDE

 

LANGIU                                 ___________                         MAGRO

 

LEBIU                                    LEVIS                                     LEGGERO

 

VARGIU                                 VARIOUS                              VARIO

 

BELLU                                   BELLULUS                            BELLINO

 

GIUA(T)                                 IUVAT                                    Che giova

 

 

 

4) Altre qualità

 

PINTUS                                  PINCTUM                              DIPINTI

 

VIRDIS                                   VIRIDIS                                 Dei Verdi

 

FARRIS                                  da Farreus                               Dei Farina

 

MELIS                                    da Melleus                               Dei Mieli

 

MELE                                     "                                             MIELE

 

MACIS                                   MACIES                                 Dei Magri

 

CHERCHI                               QUERCUS                             Delle Querce

 

     LECIS                                     da Ilex                                     Dei Lecci

 

     URPIS                                    URBIS                                    Delle città

 

     FLORIS                                  da Flos (Floris)                        Dei Fiori

 

     PACIS                                    PAX                                        Della pace

 

PISTIS                                    PISTIS                                    Delle pesti

 

ONNIS                                    OMNIS                                   Di tutti

 

SALIS                                     SALIS                                    Di sale

 

SOLIS                                    SOLIS                                    Di sole

 

SULIS                                     SOLUM                                  Di soli

 

SELIS                                     (da Salis)                                 Di sale

 

ARBA                                     ARBORICOLA                       Di alberi

 

MARCIALIS                           MARCIA                                Di Acque

 

 

 

 

5) Parti

del corpo

 

PES                                        PES                                        PIEDI

 

CONCAS                                CONCAVUS                          TESTE

 

MANIAS (GAS) MANIGA      MANUS                                  MANI

 

PODDIGHE                            POLLEX                                 POLLICE

 

PALA                                     (da Pala)                                  SPALLA

 

CARCANGIU                         CALCANEUM                        CALCAGNO

 

PILLONCA                             __________                                    PEDUNCOLO

 

PEDDE                                   PELLIS                                   PELLE

 

ORECCHIONI                        ________                               ORECCHIONI

 

MANCA                                 MANCUS                               Mano Mancina

 

COINU,COIZZA                     CAUDA                                   CODINO

 

 

 

 

6) Frutti

 

PIRAS                                                                                        PERE

 

PIRAI (Piroi)                                                                               PERASTRO

 

PIRASTU                                                                                   PERASTRO

 

PIREDDA                                                                                   PERETTA

 

PIRODDI                                                                                   PERETTO

 

PIRARBA                                                                                  PERASTRO

                                                                                        

PIRINA                                                                                      PERINA

 

7) Altri frutti

 

MELONI                                                                                    MELONI

 

PRUNAS                                                                                    PRUGNE

 

FIGUS                                                                                        FICHI

 

CASTANGIA                                                                             CASTAGNE

 

MURA                                                                                        MORE

 

MELAS                                                                                      MELE

 

8) Altri prodotti

agricoli

 

SPIGA (Cabizza)                                                                         SPIGA

                                                                                                   (Testa di spiga)

 

CANNAS                                                                                   CANNE

    

BACCAREDDA                                                                         Bacca

(Caredda)

 

ORRU'                                                                                       ROVO

 

TEGAS                                                                                      GERMOGLI

 

FENU                                                                                         FIENO

 

FRONGIA                                                                                  FRONDE

 

CERCHI                                                                                              QUERCE

 

LECIS                                                                                        LECCI

 

FLORIS                                                                                     FIORI

 

PALMAS                                                                                    PALME

 

PIBIRI                                                                                       PEPE

 

FADDA                                                                                      FAVA

 

(Fascedda)                                                                                  (FAVETTA)

 

PISU                                                                                          FAGIOLI

 

9) Prodotti del pane

 

PANI                                                                                          PANE

 

FARA (Farra)                                                                             FARINA

 

FARINA                                                                                              FARINA

 

SIMULA                                                                                     SEMOLA

                      

 

 

10) Altro

professioni

 

DE PAU                                                                            DEL PANE

 

DE MURO(U)                                                                   DEL MURO

 

DE MURTA(S)                                                                 DEL MIRTO

 

DES - S -ENA                                                                   DELLA SORGENTE

 

DE LUSSU                                                                        DEL LUSSO

 

DE - S - OGUS                                                                           DEGLI OCCHI

 

DE RIU                                                                             DEL RIO

(Del Rio)

 

DE PLANO                                                                       DEL PIANO

 

DE MONTIS                                                                     DEI MONTI

 

DE IDDA                                                                           DEL PAESE

(Deidda)

 

DE LOGU                                                                         DEL LUOGO

 

DE JANA                                                                          DEI CIMITERI

(Deiana)

 

DE - F - FENU                                                                  DEL FIENO

 

DE - S - SOLIS                                                                 DEL SOLE

 

DE - T - TORI                                                                   DEI TORI

 

11) Altri

strumenti di mestieri

 

MARRAS                                                                         ZAPPE

 

FARCI                                                                              FALCI

 

FURCAS                                                                          FORCONI

 

STOCCHINO                                                                   COLTELLI

 

AGUS                                                                               AGHI

 

BROCCA                                                                          BROCCA

 

LORIGA                                                                           MANICO (di Brocca)

 

CORDA                                                                            CORDA

 

SPADA                                                                             SPADA

 

SULAS                                                                             PUNGOLI

                                                                                         (del calzolaio)

CORONA                                                                         CORONA

 

SCUDU                                                                             SCUDO

 

LIGAS                                                                              LEGHE

 

SASSU                                                                             SASSO

 

DOA                                                                                 DOGA (di Botte)

 

CUBONI                                                                           BOTTE GROSSA

 

CUBEDDU                                                                        BOTTE PICCOLA

 

CARRADA                                                                       BOTTE DA CARRO

 

MURGIA                                                                          Recipiente per il

formaggio dolce

 

CORRIAS                                                                         LACCI (di scarpe)

 

ZEDDA                                                                             SELLA

(Sedda)

BACCHIDDU                                                                   BACCHETTA

 

FODDE (IS)                                                                      SACCA                                                                                                             (della Bisaccia)

 

STAFFA                                                                                    STAFFA

 

SERRA                                                                             SERRA (Sega)

 

PINNA                                                                              PENNA

 

CONTU                                                                            CONTO

 

CARTA                                                                            CARTA

 

FOGU                                                                               FUOCO

 

CARBONI                                                                        CARBONI

 

ARRAS                                                                             PEGNI

 

COCCO (Coccoda)                                                           CIOTTOLO

 

TREBINI                                                                           TREPIEDE

 

 

 

 

12) Luoghi di

lavoro

 

CAMPUS                                                                          CAMPI

 

ORTU                                                                               ORTO

 

COSTA                                                                             COSTONE

 

ARGIOLAS                                                                      AIE

 

PUTZU                                                                             POZZO

 

MA(R)RONGIU                                                                          ZAPPAMENTO

 

 

 

13) Da Pilum

 

PILI (Pilii)                                    PILITI                           CON PILO (Pilum)

 

PILIA                                          PILITA                          CON PILO

 

PILLAI                                        PILARIUS                     PILARIO

 

PILLERI                                               PILERIUS                     CON PILO

 

PILIU                                          PILITUM                       CON PILO

 

PILLIU                                        "                                    CON PILO

 

PILUDU                                      PILOSUS                      PELOSO

 

PILO                                           PILO (Pilum)                 CON PILO

 

 

(cioè  Militari)

 

 

 

TABELLA TOTALI COGNOMI

 

1)   Animali                                                                       25 (Pastorizia)

2)   Frutti + Prod. agricoli + Luoghi di lavoro agricoli 31 (Agricoltura)

3)   Qualità                                                                        25 (Cives)

4)   Altre qualità                                                                18 (Cives)

5)   Parti del corpo                                                            11 (Cives)

6)   Professioni (Notabili)                                                15 (Notabili)

7)   Mestieri                                                                       33 (Artigiani)

8)   Soldati                                                                         8   

 

 

 

 

 COGNOMI: TOTALI

 

Agr.                     Ind. (Artig.)                  Serv. Priv.           Serv. Pu

                                                                      (Cives)                Notab.+ Sold.

 

56                            33                                 54                         23

 

 

PERCENTUALE

2.200  ANNI

FA           34%                   19%                                                       47%

AL 1961 38%                    29%                                                       32%

 

NOTA.

Nota al confronto tra occupati 2.200 anni fa e al 1961.

 

L'industrializzazione sembra più elevata ora, ma molti mezzi di trasporto che ora sono automobili e meccanica erano prodotti dall'Agricoltura con la produzione di cavalli e buoi. Si sa che la meccanica è molta parte per l'industria ed è occupazione.

 

Si nota che ,fatta eccezione per l’industria di cui abbiamo parlato, idati mostrano una struttura dell’economia piu matura e di maggior benessere 2200 anni fa piu’ che nel 1961; questo perché l’agricoltura aveva un peso inferiore, pur incorporando  l’allevamento dei cavalli che ora come mezzi di trasporto meccanici sono nell’industria.

Gli addeti ai servizi sono largamente superiori 2200 anni fa rispetto al 1961 ,mostrando perciò una situazione di maggior benessere allora, 2200 anni fa.

Questo conferma la opinione di chi  considera la fine del Medio Evo in Sardegna nel 1950, con benessere inferiore  a quella data al periodo Romano.

 

 

 

 

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Linguistica e Grammatica

 

         L'aspetto linguistico fondamentale del passaggio dal latino al neo latino è la perdita delle desinenze o suffissi dei nomi con cui anticamente si indicava il caso o il modo di impiego di quella parola. Ad esempio la parola Rosa in latino vuol dire rosa e prende la desinenza in ae come Rosae per indicare "della Rosa" o "alla Rosa".

Nell'Italiano, nel Sardo, e in tutte le lingue Neolatine compreso l'Inglese, si generano gli articoli che non esistevano nel latino (Rosa voleva dire la rosa ma il "la" non esisteva).

Gli articoli vengono generati dai pronomi già conosciuti: ipse, ipsa, ipsum, e ille, illa, illud, usandoli come articoli.

 

Es. Il cane viene da stesso cane, o da quel cane.

 

Lat. Canis                                 Sardo Su Cani, da Ipsum Cani(s)

Lat. Rosa                                Sardo Sa Rosa, da Ipsa Rosa

 

In Sardo gli articoli determinativi vengono dal pronome Latino ipse, ipsa, ipsum (che in latino vale per stesso, stessa) così:

 

                                              

Sardo                                     Latino                                              Italiano

Su                                            Ipsum                                                       il, lo

Sa                                           Ipsa                                                  la

Is                                            Ipsis                                                 i, gli, le

Sos                                         Ipsos                                                i, gli

Sas                                          Ipsas                                                le

 

L'uso del dativo plurale (is) o dell'accusativo plurale (sos), non fa differenza perché le coniugazioni latine vengono abbandonate e ognuno sceglie i casi che foneticamente sono più confacenti o più comprensibili.

L'articolo determinativo plurale è unico is, al Centro Sud della Sardegna, diventa invece sos, e sas al Centro Nord.

In Italiano gli articoli determinativi vengono da Latino ille, illa, illud.

 

Latino                                    Italiano

(il) (le), il(lo)                            il, lo, le

il (la)                                        la

il(lu)d                                      (lu dialettale)

(i)(lli)s                                     i, gli

 

La derivazione in Sardo da ipse, ipsa, ipsum latino del pronome esso, essa, cioè in Sardo

Sardo                                     Latino                                    Italiano

Issu                                         IPSUM                                   Esso

Issa                                         IPSA                                      Essa

Isse                                         IPSE                                       Esso stesso

Issoro                                       IPSORUM                             Loro stessi, loro

 

è chiarissima, dato che manca solo la p, e c'è in Sardo anche Isse da Ipse, per sé stesso, e issoro da ipsorum per loro stessi e loro.

 

Gli articoli indeterminativi in Sardo vengono dal numero uno latino unus, una, unum,

 

Le forme ulteriori di derivazione dopo la eliminazione delle desinenze delle declinazioni sono:

 

1) la semplificazione fonetica come nella parola

 

Amigdala che diventa Mendula (It. Mandorla);

 

2) la semplificazione grammaticale come nel verbo

 

Sardo                                               Latino                                    Italiano

volo (o bolu)                                    volo                                       voglio

volis (bolis)                                      vis                                          vuoi

volit (bolit)                                       vult                                         vuole

 

che da irregolare viene ridotto a regolare, semplificando;

 

3) si tiene la s per il plurale, non per l'italiano, ma come per il francese e per l'inglese; s presa dal dativo plurale in is, o dove capita, es:

 

 

Sardo                                               Latino                                    Italiano

 

Is Canis                                            Ipsis Canis                              I cani

Is Rosas                                           Ipsis + Acc.                                      Le rose

Is Porcus                                          Ipsis + Nom.                           I porci

 

con l'accusativo plurale (Rosas) o il nominativo singolare se in s (Porcus è plurale in Sardo).

 

4) Le trasformazioni dei nomi seguono regole fonetiche semplificatorie, e finali di nome latino diffusi quali nei nomi

 

Latino                                                                          Sardo

Not - orius                                                                    Not - Oriu

V - arius                                                                        Vargiu,

 

cioè - orius e - arius, diventano - orgiu e - argiu perché foneticamente più semplici.

 

5) I nomi che hanno il nominativo strano o irregolare in Latino vengono presi in Sardo dai casi a desinenza regolare e foneticamente più precisi, es:

 

Latino                                                                                   Sardo

Lepus, leporis                                                                         Lepori

Flumen, fluminis                                                                     Flumini

Mars, Martis                                                                           Martis

Homo, hominis                                                                       Omini

 

Ciò mentre gli Inglesi hanno preso Homo per Uomo (trad. Man) e Hominis per Donna (women), con errore!

Come d'altronde è mal tradotto in Inglese Muro con Wall che è invece il nome di Vallo (di Adriano) da loro conosciuto, ma nome erroneamente attribuito al Muro, chè Vallo indica l'avvallamento antistante il muro e cioè il fossato.

Si vede anche che gli Inglesi hanno preso il caldo per il freddo (cold); errori che derivano da malcomprensione della lingua di derivazione come avviene anche in Sardo. Es:

 

Accordada (andare a servizio)                                                 da Accordarsi

Ingurdu (non affilato)                                                              da Ingordo

Scaddau (spaventato)                                                             da Scaldato

 

6) Vale nella trasformazione del Latino in Sardo anche il principio della sistemazione fonetica sillabica (più spinta nell'italiano con desinenze sempre vocali che agevolano il suono e la comprensione), togliendo suoni complessi e di comprensione difficile, dato il livello culturale basso della fase della perdita del Latino classico.

Quindi il Sardo è lingua operativa, volgare, come comunemente è detto, semplificata, ma efficace (può capitare di vedere ancora oggi bambini alla fonte che fanno lunghe discussioni in Sardo).

7) Per quanto riguarda la "vera" corrispondenza col Latino della lingua sarda del Nord o del Sud, questa sembra una questione infondata perché al Nord, specificamente nel Nuorese dove si tende a localizzare il "vero" latino, la pronuncia evidenzia pesantemente il K che non c'è in latino e quindi tradisce il Greco originario dei Micenei, poi montanari.

 

 

Il Sardo del Nord dice: es.

    

    

Sardo                                                   Latino                                      Italiano

Es. isko                                                 scio                                           so

mi k'ando                                                  eo (gerundio eandum)                vado

 

e il Sardo del Sud dice

 

     sciu                                                  scio                                             so

     andu                                                  eo                                              vado

                                                   

col risultato che è più vicino al Latino il Sardo del Sud per fonetica e lettera.

 

8) Un altro esempio può essere la traduzione dell'avverbio di luogo hic, haec, hoc, o hinc (It.: qui, ci):

 

     Sardo Sud     inc'est                 Lat. hinc est                             It. c'è

     Sardo Nord   ink'est                 Lat. hinc est                             It. c'è

     Sardo Medio iddu est               Lat. hinc est                             It. c'è

 

dove si vede nel Sardo Mediano l'uso improprio del pronome illud (iddu) per indicare il ci di hinc.

     Questo esempio del Sardo Mediano senz'altro indica una non buona rispondenza al latino, non presente al Sud, e giustificata in zone di regresso e spopolate della Sardegna nella transizione (Sarebbe come tradurre “c'è” con “lo è” che è sbagliato).

 

Poi mettendo a confronto forme verbali del Sud che sembrano leziose, cadenzate, come:

 

Sardo Sud                                            Latino

inci femmus                                           hinc fuimus

inci semus                                             hinc sumus

inci sunt                                                hinc sunt

 

si vede che sono le forme più aderenti al latino e ciò si spiega col fatto che la zona di Cagliari da cui si irradia questa forma di Sardo era la più ricca e la più in contatto con la lingua latina.

 

 

 

     Le forme Nord per queste frasi sono tutte peggiori:

 

Sardo Nord                                          Latino

bi himos                                                ibi fuimus

bi simos                                                ibi sumus

bi sunu                                                  ibi sunt

 

e contengono aspirazioni, alterazioni, e fonetica lontane dal latino.

     9) In conclusione quindi si può dire che la differenza di lingua dal Nord al Sud è appurata, ma questa differenza non individua una maggiore aderenza al latino, chè tutte due sono aderenti al latino, se non per il Sud che sembra più aderente.

     La differenza fonetica al Nord può marcare la presenza della lingua miceneo - balcanica nei Sardi micenei che sono andati poi nelle montagne e parlavano una lingua primitiva greca la cui presenza è rappresentabile da quelle k pesanti, le aspirazioni e il parlare secco, che si sono trasferiti al Latino e al Sardo.

     Al Sud oltre alla migliore aderenza al Latino, sia di forma che di fonetica, si può immaginare una influenza della lingua punica, in tal caso nella fonetica più che nella forma.

     Queste due differenze possono rappresentare l'influsso del Punico e del Miceneo - greco - arcaico sul contesto latino più generale per tutti, dato che al Sud pronunciano giustamente k per le parole greche e ci dolce per quelle latine come scio (u), pertanto non ha senso parlare di maggior aderenza al Latino se non per il linguaggio del Sud, che pronuncia il k quando è il k greco e c dolce il c dolce latino di scio. Quindi il linguaggio del Sud è più aderente al Latino per fonetica e per aderenza letterale mentre al Nord ci sono storture fonetiche e aspirazioni e minore aderenza letteraria.

     Questo può far pensare ad una aderenza fonetica e di modo di parlare (aspirazioni e modulazione pesante) del linguaggio del Nord al Greco - miceneo arcaico sopravvissuto nel Latino e al Latino nel Sardo.

     La parte Nord (o il Nuorese) è rimasta poi più a lungo lontano dagli influssi dell'Italiano, Pisano antico e Genovese, che ha determinato un ulteriore addolcimento fonetico nel Sud rispetto al Nord, fino all'assorbimento di maggiore quantità di termini italiani o italianeggianti anche in Sardo.

     L'arrivo dei Micenei - greco - arcaici con una lingua arcaica è attestato dalla fonetica greco - balcanica dei Sardi del Nord (Nuorese) e dalla essenzialità e cadenza del parlare, che sono pregi del linguaggio di 3.500 anni fa, ma indicano un linguaggio meno evoluto del Latino che è venuto 1.300 anni dopo, ed è meno flessibile. Così i riferimenti culturali all'essenzialità, senz'altro positivi 3.500 anni fa, sono all'arrivo del Latino bagaglio da superare, soprattutto da chi si dice autentico portatore del linguaggio latino e non è vero.

     La ricchezza del mondo latino e classico è rimasta nel parlare più dolce e meno secco del Sud anche se questa flessibilità non garantisce un assorbimento effettivo della cultura classica nella lingua. Foneticamente la lingua del Sud è più flessibile e più aderente al latino.

     La modifica fondamentale dal Latino ai linguaggi neo - latini, e la base del cambiamento delle lingue antiche a quelle moderne, è la perdita della declinazione delle parole e dei nomi tramite i suffissi o desinenze variabili, come rosa rosae, con la ricerca degli articoli necessari alla individuazione dei casi anteponendo le preposizioni appunto e gli articoli ai nomi, come facciamo ancora. Questo è il passaggio fondamentale dalle lingue antiche a quelle moderne come il Sardo

(Influenza del Latino sul Sardo: molta!).

 

 

 

L'influenza del Greco

 

     Difficile dire se si tratta di influenza di Greco miceneo antico o Greco bizantino perché le parole sono poche, mentre le parole sono precise.

 

Es:

 

Sardo del Sud                                      Greco                           Italiano

 

Ischidioni                                              Ischidion                        Spiedo

Likittau                                                  Lekythos                        Ben curato

o Allikidiu                                              da Lekythos                   Ben curato

 

     Anche Kale e Kala sono parole Greche, da cui Kalaris (delle Kale) e Kalàri o Kalaritani, o i vecchi Klari.

Di questo nome Kala sono piene le coste: come Cala Gonone, Calasetta, Cala Moresca, Cala Luna, etc, etc.

(Influenza generale sul Sardo del Greco; poca)

 

L'influenza del Punico

 

     L'influenza del Punico presente è piccola e solo qualche nome di cosa o luogo (Surra) e qualche cognome (Sanna) è riconducibile al Punico.

     (Influenza del Punico  sul Sardo : poca)

 

 

 

 

 

L'influenza del Nuragico

(o Protosardo)

 

     L'influenza del Nuragico è molto conservata nei luoghi (Nur - aghe, Mog - oro) ma è più difficile riscontrarla nella lingua comune che abbiamo detto è latina.

     Il superamento di questi linguaggi protosardi è dovuto anche alla complessità e ricchezza della lingua latina necessaria per una vita di relazione e commercio e artigianale più complessa e ricca che nell'epoca nuragica. Comunque molti toponimi, specie montani e interni sono riconducibili al protosardo.

     (Influenza del Protosardo sul Sardo attuale: poca)

 

 

 

 

Il Sardo genera l'Inglese

 

     C'è un numero elevato di parole inglesi che hanno un identico termine in Sardo e vengono dal Sardo.

 

Queste sono:

 

Inglese                                                      Sardo

 

To jump                                                     giumpai

 

To stress                                                    steressai

 

Robbish, robbery                                       sdorrobai

 

Top                                                           attoppai

 

Bussiness                                                   bussinadas

 

Trucks                                                       traccas

 

What                                                          eita

 

Provender                                                  brovenda

 

Corral                                                        corti

 

To test                                                       testai

 

To move                                                    moviri

 

Paper                                                         paperi

 

Tomatoes                                                   tamata

 

Hallò                                                          haiò

 

Stand                                                         standàli

 

Famìne                                                      fàmini

 

Bob                                                           Bobòri

 

The fort                                                     is fortis (su forti)

 

Yes, yea                                                     giai

 

Curtail                                                        corteddu

 

Exit                                                            essidi

 

Piccadilly                                                   piccadillu

 

Car                                                            carru

 

Steak                                                         sticchiri

 

Luxury                                                       lugori

 

                        Bias                                                            a bias

 

                        Judge                                                          giuggi

 

                        Groggy                                                        grogu

 

                          Creel                                                        scrillitau

 

     Come si vede tutte queste parole Inglesi vengono dal Sardo dove esistono e si pronunciano nello stesso modo.

 

 

 

L'Inglese genera il Sardo

 

     O forse bisogna pensare che il Sardo deriva dall'Inglese perché quelle parole sarde vengono dall'Inglese.

     Ma come?

     Certo è forte l'assomiglianza di parole che non esistono in Italiano, ma ci sono in Sardegna e in Inghilterra.

     Certo tutte e due sono isole, e quindi adatte a conservare di più le lingue per l'isolamento. Es:

 

To stress e steressai non c'è in Italiano.

To jump e jumpai non c'è in Italiano.

Bussiness e bussinadas non c'è in Italiano

e così via tutte le altre.

     Ma basta questo?

 

L'Inglese e il Sardo derivano dal Latino

 

     Il punto fondamentale è che l'Inglese è una lingua neolatina come tutte quelle dell'ex impero romano.

     Il 90% delle parole inglesi è Latino. Più cento o centocinquanta parole celtiche.

     La ragione per cui si dice che l'Inglese non è lingua neolatina deriva dal fatto che l'Inghilterra (e la Germania) non sono cattoliche e così per escluderle si è inventato che le lingue non erano lingue neolatine.

     Ma i numeri inglesi sono corrispondenti al latino: es.

 

Inglese                                             Latino

 

1 One                                                         Unus

 

2 Two                                              Duo

 

3 Three                                             Ter

 

- 4                                                    - 4

 

- 5                                                    - 5

 

6 Six                                                 Six

 

7 Sept                                                        Septem

 

8 Heit                                               Octo

 

9 Nine                                               Novem

 

- 10                                                  - 10

 

 

I nomi della settimana pure:

 

 

Inglese                                        Sardo                                     Italiano

 

 

Monday (Moon, Luna)                 Lunis                                      Lunedì

 

Tuesday (Tuèr, Fr)                       Martis                                    Martedì

 

Wednesday                                  Mercuris                                Mercoledì

 

Thursday                                      Jovis (jobis)                           Giovedì

 

Friday                                          Cenarba                                   Venerdì

 

Saturday (Saturn)                       Sabatu                                       Sabato

 

Sunday (Sun,Sole)                      Dominigu                                Domenica

 

     Dal confronto tra questi nomi ne deriva che l'impianto pagano dei giorni della settimana, secondo i pianeti del Sole, è stato modificato tardivamente di più in Sardegna per la presenza di esiliati cristiani, togliendo gli ultimi tre nomi pagani, di cui resta il venerdì in Italiano (dì di Venere) e il Saturday (dì di Saturno) e il Sunday (dì del Sole), per Sabato e Domenica in Inglese.

     Così è ricostruita interamente la settimana pagana, da lunedì al giorno del Sole.

     (Questo con contributi del Sardo, dell'Inglese e dell'Italiano).

 

Non ha fondamento l'abitudine di non considerare Neo - latino l'Inglese.

Questo ha spiegazione col tentativo ridicolo di escludere la Gran Bretagna dall'eredità pagana Latino - Romana, fatto dai cattolici dopo l'abbandono Anglicano (di Enrico VIII) e Protestante (di Lutero).

Perciò si può concludere che il Sardo e l'Inglese derivano dal Latino ed è regolare trovare parole corrispondenti perché corrispondono al Latino.

Così si può vedere pure che l'inglese conserva il "Genitivo Sassone" che è genitivo latino della terza declinazione (Homo, hominis; inglese man's), ed è un esempio insieme al tedesco di incompiuta eliminazione delle declinazioni per suffissi e desinenze. Ciò denota maggiore rigidità dell'Inglese e Tedesco nel conservare la lingua o minore elasticità nell'adattarla al meglio, come ha fatto l'Italiano, il Sardo e il Francese. Nell'Inglese esiste anche il comparativo latino - ior che rimane negli aggettivi mono e bisillabici come nicer, better, later, nearer, etc, etc.

 

Altre derivazioni dal Latino del Sardo

 

Continuando, nell'analisi delle desinenze si vede che

 

Latino                                                       Sardo

atus                                                            va in adu - au

ata                                                             ada

 

 

 

come

 

delegatus                                                    delegau

delegata                                                      delegada

 

e si vede che

 

orius                                                    va in orgiu - iu

oria                                                              orgia

arius                                                            argiu

 

come

 

notorius                                            va in notoriu

febbruarius                                                 freargiu

 

Ciò sempre eliminando le desinenze consonanti al singolare e chiudendo le sillabe con vocale, ed "s" solo al plurale.

 

Derivazioni dal Latino dell'Inglese

 

 

L'Inglese conserva addirittura il Latino netto in:

 

Plus

Notorius

Media

Major

Minor

Superior

Inferior

Luxurios

etc,

 

che sono di uso comune e talvolta riprese dall'Inglese in Italiano, ridicolmente pronunciate all'Inglese anziché in Latino.

 

Tale   Plus pronunciato Plas

e        Major                  Mejar

e        Media                 Midia

 

Per concludere, la derivazione dal Latino Ego dà:

 

Sardo Deo (Eo, Jeo), Deu (Eu)                 Inglese (e Fr) I, Je (o)          Tedesco Ich (o)

 

Iam Latino dà:

Sardo Ià, Ciài                                Inglese Yes (Yea)                       Tedesco Ià

 

Sardo es: Ià si lu naro, ciai siddu nau,

Italiano Glielo dico.

 

Conclusioni

 

Si vede che le lingue  Europee sono tutte neolatine come simili (Indo-Europee)

erano anticamente le lingue parlate in Europa.

Noi  comprendiamo  il   Francese  e   lo  Spagnolo  senza  gran  studio,  come  i

Romani capivano il Gallico o il Celtico.

Per  quanto  riguarda la comprensione dell'Inglese da parte degli Italiani, oggi è

più una questione fonetica che di lingua perché si capisce di più lo scritto che il parlato.

Ciò  perché   le  lingue  meridionali  hanno  una  buona  sistemazione   fonetica

strettamente sillabata con vocali chiare, e finali con vocale.

(D'altronde,   foneticamente  già   si   presentano  problemi  nel  Sardo, dal

Sardo del Sud al Sardo del Nord o Nuorese, per la presenza di k estraneo, per le aspirazioni e per la cadenza del parlare).

Si   ritorna  insomma  oggi  come   era  anche  nell'Antico,  a  lingue  di  origine

Indoeuropea e simili tra loro in tutta l'Europa.

 

 

 

 

L'etimologia di Nuraghe

 

 

L'etimologia  di  Nuraghe:  in  Sardo  Nuragus,  Nurake, deriva dal Sumero Ur,Uruk, città dei Sumeri e della Mesopotamia.

Questo significato è preso in senso generico di città, o villaggio, come in Greco   Polis .

Il contatto  tra  questi  luoghi  lontani  e tra le lingue è stabilito perché i nuraghi

sono torri Assire, e il contatto degli Assiri con gli Achei Micenei è avvenuto in Asia Minore, e col trasferimento degli Achei - Micenei in Sardegna si è spostata con loro questa forma di difesa del villaggio o città, e il Nuraghe rappresentava la città o villaggio.

Quindi Uruk, Urak, N-urake, (in Sardo di derivazione Miceneo – Antico o Fenicio) è diventato il nome del villaggio, che ora si dà alla sola torre, che pure rappresenta il villaggio intero, come si è visto con il simbolo del Nuraghe in una sola pietra scolpita e custodita dentro il Nuraghe (a Palmavera, Alghero), a rappresentare l'unità del villaggio.

Uruk - Urak, Nurak (e), in  Latino diventa Nurakus, o Nurax, o Nuragus, da cui

Nuraghe.

Identiche  derivazioni  dal  Sumero  Mesopotamico  sono tutte le derivazioni di Nur: Nurra, Nurri, Nuoro, Nora etc, etc, che esistono come toponimi di Villaggio-città, che quindi non è un toponimo pre - indoeuropeo, ma semplicemente Sumero, Indoeuropeo.

 

Altre  derivazioni  dal Sumero sono le derivazioni di Ur, con uguale significato

di Nur (cioè città o villaggio) e precisamente:

 

Or - istano

Mog - or (o)

 

         Or - istano ancor oggi si può derivare dal Sardo Ur 'e Istainu: bordo dello stagno (Ur, Uru = Bordo) o nel senso antico Sumer: Città dello Stagno. Questo dà anche l'etimologia di oro: cioè Ur, Oru, come città che indica luogo di pregio, di ricchezza per cui Oro = Ur, Oru = Ricchezza che dà nome all'oro.

Il   significato  di Uru (ancora in Sardo), cioè Orlo, Bordo (per Oristano: Bordo

dello Stagno), deriva dal fatto che in Sumero Ur voleva dire sia città (di Ur) che bordo nel senso comune, perché Ur era la città nel bordo del fiume (Eufrate), e quindi vale nel senso di città e nel senso comune di bordo (bordo del fiume Eufrate che era in partenza, come Ur'e Istainu, bordo di Stagno per Oristano è ancora oggi).

 

Questa  derivazione  non  deve  dare  meraviglia  perché  molte  sono  le  parole

Sumere ancora presenti, e si veda che in Sardegna si sono fissate perché isola esclusa da più pesanti influenze migratorie e dagli stravolgimenti del continente, e quindi ha conservato questi legami di 3.500 anni fa in parecchi toponimi.

Ci  sono  in  realtà  altre parole Sumere comuni, quali i nomi delle classi sociali

della terra Sumer, che sono gli Amelu e i Meskenu, che in Sardo suonano dal latino Melius (Mellus) e Meschinu, cioè i Migliori e i Meschini ancora riconoscibili in Italiano. La derivazione Indoeuropea delle lingue europee è così una derivazione dalla lingua Sumer (vicina all'India) e documentata nelle tavolette Sumer.

 

D'altronde  anche  in  Inglese  esiste  un  termine  simile  a  Nurake che  si dice borough e che vuol dire borgo, villaggio, città e che deriva sempre dal Sumero Uruk e che è largamente impiegato in Europa, come Nurak(e) è impiegato in Sardegna per lo stesso significato di villaggio, borgo, etc. (es. Salisburgo, Strasburgo etc , neigh-bourhood etc).

 

Anche il Latino Urbs viene da Ur, come Urbino, Urbania, Orbetello etc.

In Sardegna ci sono i moderni toponimi ,che prima si chiamavano con Nur e ora si chiamano Villa, come Villagrande, Villa-nova Tulo, Villanova Franca, Villamassagia etc., a conferma che il toponimo Nur - Nurake - Nuraki è simile a quello attuale di Villa.

 

Continuando con il significato di Uruk come città, o luogo di pregio, abbiamo anche il nome attuale della Mesopotamia, come luogo di pregio (la mezzaluna fertile), che oggi è indicato con IRAQ e IRAQI che viene da Uruk ,luogo di pregio, città ,ed è molto simile a N-uraki, in Sardo, derivato dal Sumero, per luogo di pregio, villaggio o città.

Il nome nuraghe oggi rappresenta il simbolo del villaggio-città e la torre,mentre prima era il nome del villaggio, così come oggi nuovi villaggi si chiamano Villanova, Villagrande etc.

 

Dallo  Spagnolo

 

VENTANA                                                                            FINESTRA

 

PREGUNTA (I)                                                                     DOMANDA (RE)

 

ORTIGU                                                                                SUGHERO

 

BERANU                                                                               PRIMAVERA

 

BARROSU                                                                            PREPOTENTE

 

MARRANU (IA)                                                                    MAIALE (SFIDA)

 

SERRA                                                                                  SERRA

 

PRATA                                                                                  ARGENTO

 

INTREGA                                                                                   RIFILARE,DARE

 

ASSUMBRU                                                                                PAURA

 

PRENSA                                                                              PRESSA

 

PRASSA                                                                          PIAZZA

 

TEMPORADA                                                                        TEMPORALE

 

BURRINCU                                                                            ASINO

 

Dal   Punico

 

SABA                                                                                    SABBA

 

(UNA) SURRA                                                                      VENTRESCA (molti)

Una surra 'e bastonadas                                                          Tante botte

 

SANNA                                                                                 BURLA

 

 

 

Frasi idiomatiche sarde

 

 

ORCI  BALLA                  (da Orcus)                                   BRUCIA

 

AISCAU                           INESCATUS                               ADESCATO

 

OC  ANNU                       HOC ANNUM                             QUEST’ANNO

 

AGITORIU                        ADJUTORIUM                              AIUTO

 

BELLU PRENDA              (da prehendo)                                 CATTURANDO

 

ASSUMBRAI                     ASOMBRO(Sp.)                             SPAVENTO

 

COROMEDDU                  CORO MELIUS                              IL MEGLIO

S’AMPULATURA             ( da ampullator)                      ALZA LA  BOTTIGLIA

 

CARDEDDU                       CARDETUS                           GROSSO LAVORO

 

IN PISSIRIS                         INPISSINIS                       CON LA PUZZA

 

MALA SPESSIA                  MALA SPECIES                   CATTIVO UMORE

 

MALA GANA                                                                      MALA VOGLIA

 

MALU ETU                                                                          MALO MODO

 

FORROGAI                         FORNUM OCCARE               FRUGARE

 

UNA SARRETTA                    SARRITOR                    NON FA PARLARE

 

A BIAS, A BORTAS                                                      A VOLTE

 

SA BROVENDA                  PROVENDA                    FIENO PER I CAVALLI

 

MURIGAI                            MUREX OCCARE         RIGIRARE LA PENTOLA

 

PRUS A PRESTU                                                                 PIUTTOSTO

 

PRIMEDIA                          PRIMAE DIAE                        PRIMIZIA

 

EIA                                      ETIAM                                         ANCHE

 

CIAI                                     IAM                                               SI

 

BECCIU PERDALI          VETUS PETRALIS     VECCHIO COME LA PIETRA

 

NIEDDU PIGIDU            NIGRUS PICITUS                  NERO COME LA PECE

 

SU CRABU ‘E JUDEU   IL CAPRO DEL JUDEO    (parit) SCOMPOSTO

 

SU SURPU ‘E GAIRU                                                        IL CIECO DI GAIRO 

 

(che)S’E  BAUNEI                                                              SMODATO

                                                                                             (come quello di Baunei)                                                            

 

CURRIDORIU                   CURRITORIUM                  BALCONE

 

Contus

 

S'Omini a berritta

 

     S'omini a berritta est un'omini chi candu essidi de omu non si depidi scaresci nudda.

     Tottu si depidi arregordai poita custu est un'omini ca non podit sbagliai.

     In s'antigu s'omini fu prus liberu, ma candu est benniu su tempus modernu est prus controllau.

     In s'antigu inci fu traballu meda in prus de fai, sa guerra, ca s'omini balenti si depiat sempri dimostrai.

     Meda s'indi contada de sa Brigata Sassari ca poi fudi unu macellu in sa guerra mondiali, e ind'ha mortu meda.

     In dogna famiglia du est unu siu o unu babbu chi ha fattu sa guerra. Ma ancora indi nanta de unu nonnu chi ha fattu sa guerra 'e Crimea, in su 1855.

     In s'antigu meda prus lontanu est erribada genti 'e meda a tesu, navigatoris e prus esploradoris ca compranta roba 'e valori po da endi e portanta custa merci a distanza ca mancu si podit crei oi.

     In quindici disi s'andada in Africa e poi in Egittu e poi in s'orienti ca du e fuit su desertu. Tandu si viaggià meda e su cummerciu torrada a contu ca fu prus su godangiu de su cummerciu ca su fruttu 'e su traballu in s'agricoltura.

     Tandu toccada a tribulai po difendi su cummerciu, ca podiat capitai ca in mari s'attoppà genti mala ca indi furà sa cosa.

     Po cussu toccada anda in medas in sa navi portandu arrasoas o stoccu e meda 'e su godangiu s'indi andada po mantenni custa genti.

     Però fu s'occasioni e biri sa genti a tesu chi antigamenti fu bennia in Sardigna, ca Sardu fu su figiu de s'eroi che est benniu cun una spedizioni.

     S'est fattu unu monumentu a custu Eroi ca mutianta Iolau, ca eniada de Grecia cund'unu esercitu migranti.

     Candu funt'arribaus a Casteddu, ca tandu mutianta Calàris, po i càlas chi due iat, ca non fu cungiau ancora su stainu, is Calaritanus anti fattu una festa manna e tottus is cumpangius de Iolau e de Sardu funti abarraus in Sardigna, ca prima mutianita Ichnusa.

     Cummerciandu torrànta continuamenti in s'orienti e in su viaggiu longu meda genti fudi occupada in custu traballu.

     Ma medas anti pigau su traballu 'e piscadori o de arraminaiu o de contadinu.

     Ma prus erricu fu chini andada in mari a bendi sa cosa in Orienti, portandu sali, arramini, freccias e peddis.

     Su godangiu fu meda ma in pagu tempus est benniu a cuncurrenzia atru cummerciu ca erribada in Sardigna portandu cosa 'e foras.

     Portanta oru, estiri 'e lussu, e ciccanta e fairi schiavus ca non fu bonu.

     Est benniu su tempus de sa guerra e ha toccau a fairi murus in dogna logu po si difendi e continuamenti inci fu guerra appettottu.

     Meda s'indi funt andaus a sa montera e a Gennargentu faendu fortis e Nuragus, ma su fruttu 'e cussa terra fu pagu e fu solu de su bestiamini.

     D'est toccau a difendi custu pagu in medas modus e meda ortas.

     In s'antigu sa guerra 'e su cummerciu est finia cun is Romanus e totus anti agatau traballu e cummerciu liberu.

     Ma a pustis de is Romanus est torrau a benni genti 'e foras a imporri cummerciu e a indi pigai sa cosa.

     Cun sa monarchia 'e Savoia su Sardu a torrau a tenni difesa e siguresa. Ma ha toccau a fai guerras medas.

I, II e III guerra 'e indipendenza, guerra de Crimea, I guerra Mondiali e poi sa Segunda.

     Recentementi bivianta medas invalidus de guerra, de sa primu guerra mondiali, e meda indi ìa mortu, ma s'Italia fu liberada e fatta cun sacrificiu de meda Sardus. Goffredo Mameli, ca est nasciu in Lanusei, o su babbu, er mortu a bintidus annus po s'Italia.

     Cantu Mamelis inci ada in Sardigna?

     S'onori 'e su Sardu est onori 'e su Re, ca poniada su nomini a is vias a Lanusei,      ca funti Via Cavour, Via Garibaldi, Via Siccardi, Via Zanardelli. Genti a postu.

     Tottu su traballu 'e sa guerra immoi torrada a essiri inutili. Nemigus de intru funti distruggendu sa Sardigna, commenti candu is commerciantis de Nora e Sulci furinti ciccandu 'e fai schiavus e ha toccau a fai sa guerra.

     Po cussu s'omini a berritta essit attentu a si ponni sa berritta ca toccada a tenni conca a postu po non crei a is tontesas de Nora e Sulci ca immoi funti andandu in sa montera a fairi dannu cun genti de valori ca non tenit esperienzia de custus falsus.

     Po cussu s'omini berritta essidi sempri a berritta po s'arregodai de portai conca e non pensai ca potit fai e mancu da tenni sempri calencuna cosa inpissu 'e conca po non si creiri securu e senza ingannu, ca in cussu etu est facili agatai genti ca circada de fai fai balentìas.

     Po cussu si narat "poni a conca". Aicci s'omini a berritta est prus seguru 'e biri cun attenzioni ca genti noa er bennia 'e mari e de continenti e est in is montis circandu genti po fairi balentìas e dannu.

     Chini ha bittu meda dannu non creidi a chini circa de distruggi sa Sardigna oi e si tenit sa berritta in conca e non abarrai senza difesa ingenuamenti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Becciu Perdali (Vetus Petralis)

 

     Fu becciu perdali oramai ca si moviada a pagu cun is crabas andandu in camminu a pasci, e torrada a merici a domu cun sa pubidda e cun is crabas.

     Biviada ind'una omu eccia ca teniada is murus nieddus pigidus de su fumu.

     Tenianta geminera e cogina paris cun is crabas a papanta latti e casu e pani, ca calencunu litru s’iddu endianta. Su crabu chi portanta pudesciada a tesu ca non s’indi podiada e toccada a inci furriai su nasu.

     Dogna dì andanta a pasci in camminu e prus fudi in su stradoni ca agatanta erba po is crabas senza idda pagai.

     Istadi e ierru essianta cun d'unu taju e crabas e torranta a merì.

     Ni’ e entu, soli e forre 'e dì.

     Una dì appu ittu 'e sa ventana ca fu tottu niau e po non fuginai una femmina eccia camminada scurza in camminu in su ghiacciu.

Custa eccia biviada a fundu 'e cuss'atru ecciu perdali ca portada is crabas a pasci.

     Ancora si narada "mi paris su crabu 'e judeu" candu unu esti spettenau, e si bi ca in s'antigu calencun 'atru pascià crabas che custu ecciu ca seus narandu.

     Tandu però sa beccesa non fu dannu ca sempri is figius agatanta traballu e ponianta a postu sa omu e accodianta a is beccius in domu.

     Calencunu non accodiat a biri su cambiamentu, chi no is prus sighianta a traballai a sa beccesa e faianta fruttu 'e su sartu e s'occupanta in sa dì senz'abarrai senza 'e fai nudda in bidda.

     Candu funti erribadas is ferias calencun narada: "ferias?!, pagadas???

     Commenti 'e nai ca non traballas e in prus ti pàganta.

     In binnenna si podìa biri su ecciu cun is giovanus e is pipius, tottu cuntentus ca s'arregorta fu bona e s'agina faiada unu monti in su teloni o in su pampinu in terra.

     Candu enianta is cuaddus po carriai, totus agiudanta, unu s'indandada cun is cuaddus a bidda e totus a binnennai.

     Portandu agina e binnennandu si contànta contus de s'antigu e si naràda de cussas perdas chi movianta is antigus ca fùrinti mannas, ca is antigus fùrinti mannus e fortis.

     Contus de scusòrgius ca s'agatanta in su sartu o in domu, a sutta 'e su muru o de su mattoni, ca depias biri in su sonnu chini t'iddu narada.

     Tottus contanta calencunu sonnu, ca torrada in su sonnu e narada o no su scusorgiu.

     Tottu cust'òru accuau non s'iscidi de uba enìada, ma immoi funti scavandu medas tumbas gigantis, nuraxis e domus romanas ca aicci torrada su contu e si cumprendi ca su scusorgiu inci fudi a beru.

     Appu ittu eu monetas punicas agatadas in Seui, ind’unu scusorgiu, e aici s'indi agatà medas.

     Castiandu in su sartu si biìa cosa 'e s'antigu, orrugus de brocca, orrugus de mola, e calencuna mola eccia fudi intrea in calencuna muredda.

     Andandu a mari s'indi biìat atra ‘e cosa, commente 'e nuraxis, pussus de abba, orrugalla de fonderia, ca parìat stranu poita finu a pagu tempus fa non s'andada a mari.

     Est benniu a contu ca in s'antigu is Sardus andanta meda a mari e medas nuraxis funti a fund 'e mari.

     Tantu si navigàda e prus funti ennius de mari in s'antigu, ca anti fattu is nuraxis e tombas gigantis e is domus de janas.

     Custus beccius chi funti abarraus parìanta biviri in is nuraxis, talunu cun sapienzia, atrus semplicementi.

     Cussu ecciu perdali chi portada is crabas a pasci tenìa prus annus de sa perda e su nuraxi.

     Totus traballànta, ma sa povertadi non fu curpa 'e s'antigu, ca fu prus erricu, ma curpa 'e maladìa recenti de chini non bolit su sviluppu e su cummerciu.

     Oi medas funti circandu 'e fai dannu senza si biri, po nai ca non seus bonus e ciccai unu postigeddu e non biri comment 'est sa cosa.

     Chini fai dannu est ciccandu 'e fai seraccus e schiavus cun sa disoccupazioni e ciccandu 'e spingi is atrus a fai dannu.

 

Su Contu

 

     Su contu fu tandu 'e Samueli, ca fu bandidu e non s'isci cantu mortus ha fattu.

     Si conta ca fu pastori a seraccu e ca fu circau po mancanza 'e bestiamini.

     De tandu fu latitanti e inda mortu meda e fu ciccau appettottu e fu mortu 'e maladia.

     Ma meda atrus indi contanta, ca s'isci de candu eus intendiu de s'attraccu a Monte Maore.

     Tandu inci furinti mortus meda e atrus attraccus a Corre Boi e in atru logu. Inci fu Liandru e Tandeddu.

     Mortus meda ha tentu in custas biddas, in Gairu e in Orgosulu po chistionis de fura o atru contu.

     Poi ha tentu sequestrus in tempus ca non fu famini.

     E a Pratobello in su muru 'e sa caserma anti scrittu: "Non credo mancu ca tottus sos bandìtos in fachere sequestros sian solu disoccupatos e poberos emigrantes………….".

     In Correboi,  po tempus meda,sa corriera esti stetia sighìa de is carabineris, ma de tempus meda cussa corriera fu sighìa de is carabinieris, e in Gennargentu due fu serviziu 'e carabinieris po sa corriera a Bau Mela.

     In tempus prus recentis ha tentu sequestrus in Lanusei e in Tortoli e sempri parit ca non sia po famini.

     Parit ca sequestrus sianta prus signali de anticapitalismu. Ca incià genti ca olit tenni is Sardus in famini comment a is tempus de is Cartaginesus ca non si potiat fai sa ingia ca fu ricchesa e is Cartaginesus timianta ca is Sardus si potiant ribellai.

     Oi parit su propriu e inci hadi novus cartaginesus chi a bortas funti in su cumunu e ciccanta sempri 'e non fai fai nudda a is Sardus. Non si potit fai sa omu, non si potit fai s'impresa e sa buttega, non si potit fai sa omu a mari e candu olis unu documentu funti sempri storias.

     Aici inci hat novus cartaginesus in dogna idda ca fainti seraccus e schiavus e teninti a non fai nudda, e traballu no indi lassanta fai.

     Dogna idda 'e montagna er morendu e in dogna idda inci ha cartaginesus, ca immoi funti in is montis ca in sa marina inceddus 'anti ogaus cun is elezionis.

     Furint abituaus a istai prus in sa marina, ma immoi dus connoscinti e inc’iddus 'anti ogàus.

     In sa montera ancora non dus connoscinti e funti faendu dannu cun genti meda ca làssanta disoccupaus, ma non si podit fai nudda 'e traballu. Totu est proibiu de s'anticapitalismu, chi olit nai famini.

     Aici nosu teneus meris ca olinti poberus e ca funti in su cumunu e non fainti fai sviluppu o attividàdi.

     Tottu est proibìu e dognunu depit dipendiri de contributu, de racumandazioni, de prascèris e po ti fai votai anticapitalismu.

     Custus de montagna funti sperimentandu cussu ca in s'antigu iat tentu in sa marina, ca is Cartaginesus tenianta in povertadi po siguresa e po non essi indipendentis is Sardus.

     Aicci òi funti ciccandu 'e fai su propriu in is monti ca non dus connoscinti ancora is Cartaginesus e in sa marina inc’eddus  anti giai ogaus e novu sviluppu est partendu. Ma sa guerra est ancora forti in sa Regioni poita is Cartaginesus si fainti votai ancora in is montis, e in sa Regioni funti faendu dannu e circandu 'e non lassai sviluppai sa Sardigna po  da dominai.

     Commenti faìant in s'antigu, is Cartaginesus, e po cussu non ciàda occupazioni e sviluppu.

     Ca medas possibilidadis in Sardegna ha sempri stettiu, de s'antigu candu enianta 'e s'orienti a cummerciai e si funti firmaus po su logu bellu e produttivu.

     Torrandu in segus seus torraus a su famini artificiali po su dominiu in pissu 'e is Sardus.

     Ma non tòrrant prus is contus e ormai totus anti ittu ca is Cartaginesus portant povertadi e chini non bolit morri e famini s'indi scìdat.

     Su contu 'e is banditus est contu 'e s'antigu ca troppu a longu est andau, si non sia ca de meda tempus su banditismu siat pilotau de s'anticapitalismu.

     S'errichesa de su mari chi in s'antigu ha portau eròis e populazioni, òi podit fai is Sardus benestantis, si non si impedit de fai traballu e sviluppu, bolendu tenni invecis is Sardus in povertadi. Su contu 'e s'antigu est su propriu contu 'e òi, de essi seraccus o podi fai sviluppu e attividadi.

 

 

 

 

 

 

        

Dialoghi in Sardo (Arregionus)

 

In domu - A casa

 

     In domu  ‘du ha cosa 'e fai. In casa c'è roba da fare.

     Tui circa 'e abarrai in domu ca enit genti. Tu cerca di rimanere in casa che viene gente.

     Prima 'e essìri circa 'e cungiai is fentanas. Prima di uscire cerca di chiudere le finestre.

     Torrandu a domu passu accantu 'e siu Paulinu po comprai pessa. Tornando a casa passo da Ziu Paulino per comprare carne.

     Si non bis sa televisioni non ses contentu. Se non vedi la televisione non sei contento.

     Candu deppu andai a s'officiu 'e su registru scaresciu sempri calencuna cosa. Quando devo andare all'ufficio del registro domentico sempre qualcosa.

     Domingu est festa e inci a genti a praugiu: circa 'e comporai su chi mancada. Domenica è festa e c'è gente a pranzo: cerca di comprare ciò che manca.

     Immoi soi straccu e minci corcu. Ora sono stanco e mi corico.

     Cungia sa fentana prima e t'inci corcai. Chiudi la finestra prima di coricarti. Deu pesu prestu a mattinu. Io mi alzo presto al mattino.

 

A su mercau - Al mercato

 

     A su mercau andanta femminas a comporai sa cosa 'e papai. Al mercato vanno le donne a comprare la roba da mangiare.

     Oi non du ha pisci. Oggi non c'è pesce.

     Crasi attinti cerasia primedia. Domani portano le prime ciliegie.

     Po immoi non serbit atru. Per ora non serve altro.

     Castia chi du ha lissa. Vedi se c'è muggine.

     Oi soi enniu 'e su mercau carriau. Oggi son venuto dal mercato carico.

     Oi du e iat frutta 'e continenti. Oggi c'era frutta del continente.

     S'agina sarda est prus durci. L'uva sarda è più dolce.

     Ca non proit, est ca s'agina est durci. Perché non piove l'uva è dolce.

     Immoi deppu essiri, poi andu a su mercau. Ora devo uscire, poi vado al mercato.

     Senza cosa non si potit abarrai, bai e compora 1 a cosa. Senza roba non si può stare, vai a comprare la roba. Erribau est su pisci? Il pesce è arrivato?

 

                                   

 

 

Andandu a Casteddu - Andando a Cagliari

 

 

 

     Andandu a Casteddu est camminu malu e mi fai mali sa macchina. Andando a Cagliari è strada cattiva e mi fa male la macchina

     Però du ha cos'è biri. Bellus montis. Però ci sono cose da vedere. Belle montagne.

     Arribandu a Casteddu du est troppu trafficu. Arrivando a Cagliari c'è troppo traffico.

     Chi erribas da campidanu in s'istadi parit unu forru. Se arrivi dal campidano in estate sembra un forno.

     Candu enit s'ora e s'indi andai 'e Casteddu deppu pensai ancora a su viaggiu longu. Quando viene l'ora di andare via da Cagliari devo pensare ancora al viaggio lungo.

     Prima 'e torrai a Casteddu inci olit tempus. Prima di tornare a Cagliari ci vuole tempo.

     Sinunca toccada a andai dogna dì a Casteddu. Se no tocca andare ogni giorno a Cagliari.

     Si depis comporai calencuna cosa 'e valori toccada andai a Casteddu. Se devi comprare qualcosa di valore devi andare a Cagliari.

     Mi soi scaresciu 'e mandai una cartolina 'e Casteddu. Mi sono dimenticato di mandare una cartolina di Cagliari.

 

A mari - Al mare

 

     Candu est s'istadi andaus a mari. Quando è l'estate andiamo al mare.

     Po calai a mari toccada a pigai s'asciugamanu e su berrettu. Per scendere al mare tocca prendere l'asciugamano e il cappello.

     Occ'annu ha fattu calori meda. Quest'anno ha fatto molto caldo.

     S'annu passau ha fattu entu meda. L'anno passato ha fatto molto vento.

     In Gaddura du est sempri entu. In Gallura c'è sempre vento.

     Aicci due andanta po sa barca a vela. Così ci vanno per la barca a vela.

     Candu du-e-soi duas oras basta, mindi deppu andai. Quando ci sono due ore basta, me ne devo andare.

     Si depis piscai, su fundali est bonu. Se devi pescare, il fondale è buono.

     Toccat a tenni attenzioni a mari, prima 'e fai su bagnu inci olit ora. Ci vuole attenzione al mare, prima di fare il bagno bisogna far passare il tempo.

     Oi essu a piscai a su notti. Oggi esco a pescare di notte.

     Occ'annu est prenu 'e genti. Quest'anno c'è pieno di gente.

 

 

 

 

Benendu 'e continenti

 

 

 

     Torrandu 'e continenti toccat a fai med'oras de mari. Tornando dal continente tocca fare molte ore di mare.

     Primu inci poniat prus pagu tempus. Prima ci si metteva di meno.

     Una dì appu agatau tempus malu. Una volta ho trovato tempo cattivo.

     Candu torru in continenti pigu s'aereu. Quando torno in continente prendo l'aereo.

     Candu erribu tengu ancora oras de trenu. Quando arrivo ho ancora ore di treno.

     Po andai a Casteddu inci olit quattr'oras de trenu. Cosa e non crei. Per andare a Cagliari ci vogliono quattro ore di treno. Roba da non credere.

     In s'ierru non fait a viaggiai po su frittu. In inverno non fa a viaggiare per il freddo.

     Po Paschiscedda torranta tottus de continenti. A Natale tornano tutti dal continente. Po cussu non du ha postu. Perciò non c'è posto.

     Medas s'anti fattu sa omu a mari e beninti 'e continenti. Molti si sono fattì la casa al mare e vengono dal continente.

     Erribandu in Sardigna si bit s'isula e Tavolara ca est propriu bella. Arrivando in Sardegna si vede l'isola di Tavolara che è proprio bella.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DIZIONARIO

 

 

 

 

Sardo                                         Latino                                   Italiano

 

Scabessada                                 (Sp. Cabessa)                         Schiaffo

 

Scantulada                                  Cantula                                  Schiaffo

                                                    (Lat. Canto - latus)

Scantergiada                               Canterius                               Schiaffo

 

Fudi                                            Fuit                                        Fu

 

Cordula                                      Cordula                                 Corda (alim.)

 

Pegus                                          Pecus                                     Pecora

(capo di b.)

 

Scandula                                     Scandula                            Scheggia (di le).

                                                                                                (vedi scandalo)

Mendula                                     Amigdala                               Mandorla

 

Nomini                                       Nomen (inis)                         Nome

 

Bragas                                        Bracas                                    Braghe (pant.)

 

Cunnu                                        Cunnus

 

Carrabùsu                                  Càrrabus                                Coleottero

 

Traccas                                       Tractas                                   Carri pesanti

                                                                                                   (Ingl. Trucks)

Origa                                          Auricola                                Orecchio

 

Frumini                                      Flumen (inis)                        Fiume

 

Meurra                                       Merula                                   Merlo

 

Jumpai                                        Jungo                                     Saltare

(ingl. Jump)

 

Inserta                                         In serta                                   Innesto

                                                                                                   (in ramo)

Sarmenta                                    Sarmentum                            Vite

 

Frammentu                                Fragmentum                          Lievito

 

Sanna                                          (Fen. Sanna)                          Derisione

 

Laori                                           Laboris                               Terreno a grano

 

Murgia                                       Muria                                     Salamoia

      (del formaggio)

 

Smurgiai                                    Da muria                              Fare colazione

 

Porcu                                          Porcus                                   Maiale

 

Angius                                        Agnus                                    Agnello

 

Agitoriu                                     Adjutorium                           Aiuto (grido)

 

Rebuliat(da)                               Reboleat                                Fa vomitare

 

Serbit, servit                               Servet                                     Serve

 

Baculi(u)                                    Baculus                              Bastone da sost.

 

Trogulu                                      Troculus                       Andare scomposto 

 

Cardafu                                      Cardo factus                          Non maturo

                                                                                                   (fig. stupido)

Nemus                                        Nemo                                     Nessuno

 

Tulla                                           Trulla                                     Mestolo

 

Gutturu                                   Gutturi                  Gola (It. cons. gutturale)

  

Orgiu                                          Hordea                                   Orzo

 

Mesanteri                                   Mesanterius                           Intermedio

(di figlio)

Surra (una surra)                       (Fen. Surra, ventresca)          Tanti

 

Orgiòla                                       Hordiòla                                Aia

 

Citula                                         Citus-ula                         Spicchio (d'aglio)

 

Badalocu                                    Vane locus                            Chiacchierone

 

Strigili                                        Strigilis                       Tipo sottile (magro)

 

    Stravanau                                                                                   Smodato

 

    Sighenti                                                                                      Seguente

(di figlio)

 

    Accolombrau                                                                             Aggobbato

(di legno)

 

    Ingaungiu                                    Ingannum                             Esca, assaggio

 

    Streculai                                      Strepitans                               Masticare

 

     Ingorrosu                                                                                  Invidioso

 

Scorporau                                                              Goloso (It. scorpacciata)

 

Scoffau                                                                                     Fortunato

(it. da coffa)

 

Scunnau                                     Cunnus                                  Sfortunato

 

Sculau(ai)                                                                                 Disfare

 

Narboni                                                                                    Bosco basso

 

Criai                                                                                          Fare l'uovo

 

Fruciri                                                                                      covare

                                                                                                  (della gallina)

Scusorgiu                         Abscondorius                           Tesoro (nascosto)

 

Lastima                                                                                     Pena

 

Cannaca                                                                                    Collana

 

Cuccuru scargiu                                                                      Capriola

  (lett. capo-pancia)

 

Purdoni                                                                                     Grappolo

 

Stravanau                         Strabalatus                             Smodato

 (It. strampalato)

 

Ingurdu                                                                           Non affilato

    (di coltello)

 

Gevi                                                                                          Tenero

 

Lebiu                                Levis                                      Leggero

 

Caddargiu                        Calidarium                                      Caldaia

 

Freargiu                           Februarius                                      Febbraio

 

Mischinu                          (Sumero meskenu)                         Poveretto,

mischino

 

Mellus                              (Sum. amelu)                                  Migliore

 

Torrainsegus                    Torna in secus                               Torna indietro

 

Sconcorrada                     S-cum cornata                              Scontro di testa

 

Cuncordia                        Cum corda                                      Concordia

                                                                                                  (concordare)

Scuncordai                       S-cum cordare                                Litigare

 

Cuncursu                         Cum cursum                                   Concorso

 

Pusti prangiu                   Post prandium                                Post pranzo

                                                                                                  (dopo pranzo)

Piste, piste                        Pistis, (e)                                     O peste, o peste

                                                                                                        (accidenti)

Ampulatura                      Ampullator                 Alzare le monete (a sorte)

 

Su laccu                           Lacus                            Tinozza per abbeveratoio

 

Oristano                           (Sum. Ur, Lat. Urbs)                Città dello stagno

(oru 'e istanu)                                                                (bordo dello stagno)

(uru 'e istanu)

 

Su Acu                             Ipsum vacuum                                         La valle

 

Taccu, teccu                                                                           Tacco, pianoro

 

Accordada                                                                         Accordata,     donna                                                                                                                                                                           a servizio                                                         

Scaddau                                                                              Scottato, in senso

figurato da una situaz.

     Logu D'oro                                                                                 Luogo d'oro

   (max concentrazione di nur.)

     Padenti                              Padus                                              Luogo di fonti

 

 

     Ordinagu                          Ordinalis                           Corda all'orecchio dei

                      buoi al carro

 

     Strumbulu                        Stimulus                                  Bastone con frusta

                                                                                                 per i buoi al carro

                                                                                            

     Ciuali                                Juntalis                           Legno che unisce i buoi

 

     Scunnai                             Cunnus                              Vincere soldi al gioco

 

     Sinunca                            Sit nunc                                                     E allora

 

     Eia                                    Etiam                                                           Anche

 

 Ciai                                       Iam                                                        Sì (Ted. ia)

 

 Treulu                                   Tribulum                                                  Chiasso

 

Treulai                                   da tribulum                                            Trebbiare

 

Ingorrosu                                                                                               Invidioso

 

Peri                                        Perinde                                                           Pure

 

Codula                                   Codula                                                          Pietra

 

Suttalaccu                              Sub lacus                                             contenitore

                                                                                              (per spillare il vino)

 

Calloni                                   Calo(onis)                                  Portatore di pesi

                                                                                                               (stupido)

 

Lugori                                    Luxor                                                  Lucentezza

                                                                                                         (del mattino)

 

Dillu                                      Dictum                                                         Detto

 

Su Singulu                             Singulum                                        Frutto singolo

                                                                                                        (di giuggiola)

 

A forru 'e soli                                                                                  In pieno sole

 

A forru e' dì                                                                             Nell'ora più calda

 

Prantargia                                                                               Impianto agricolo

                                                                                                               (recente)

 

Becciu perdali                       Vetus petralis                              Vecchio solcato

                                                                                                    come una pietra

                                                                                                                     antica

 

Abentau                                 Ad ventum datus                                     Distratto

 

Giassu                                                                                                  Passaggio

 

S'iskra                                    Istrum  ( Istrumai)                                        Terre di fiume

 

Appiu                                                                                                         Sedano

 

Furrighitta                                                                                  Arnese di canna

                                                                                                  con ruota dentata

 

Pertighitta                                                                 Pertichetta (di ramoscello)

                                                                                                      

 

Matracca                                                                                      Arnese di ferro

                                                                                                     per fare rumore

 

Scimingiai                                                                  Svenire, scemare di forza

 

Cranculada                                                                           Bloccata dal freddo                  

                                                                                                              (di mano)

 

Trebini                                                                                                   Trepiede

                                                                                                       

Appinnigonai                                                                            Fare tante pieghe

                                                                                                          (del vestito)

 

Coccoroni                                                                                    Grumo di terra

 

Coccoruddu                          Coccorutus                    Massiccio (da coccoda)

 

Coccoda                                Coccum                                       Masso di pietra

 

Coccineddu                           Coccinus                            Asino (cioè di pietra)

 

Strumbulu                             Stimulus                                       Frusta, stimolo

 

Scorporau                                                                        Smodato, di mangiare

                                                                                               (vedi scorpacciata)

 

Purdiau                                  Putridatus                                Marcio, (di legno)

 

Insinsulu                                Insinsulum                                  It. Zanzara

                                                                                                            (insinuare)

 

Nodiu                                    Notius                                      Più noto, risaputo

 

Su jù                                      Juntus                            Coppia (giunta) di buoi

 

Aresti                                     Agrestis                                    Agreste, selvatico

 

Ora 'e scabulai                       Scapulare                                      Ora di smettere

                                                                                                              (il lavoro)

 

Scabuladda                            da scapulare                                              finiscila

 

Coroddis                                Coronis(nidis)                                               cima

 

Corongiu                               "                                                                "

 

Ponzianu                                                                                 Abitante di Ponza

                                                                                           (nome proprio latino)

 

Famini                                   Famen (inis)                                                  Fame

 

Mannu                                   Magnum                                                     Grande

 

Mesanteri                                                                                           Intermedio

                                                                                                              (di figlio)

 

Pitticcu                                                                                                    Piccolo

 

Prandiu asi?                          Prandium habes?                            Hai pranzato?

 

Cea                                         Focea (Fauces)                                             Foce

 

Mesucea                                Medium focea                           Slargo del fiume

 

S'iskra e su pesau                                                                   Il piano del fiume

                                                                                                  e la costa rialzata

 

Klari (o Kalàri                                (Gr. Kale)                     Abitanti di Cagliari

o Kalaritàni)                                                                                  (nome antico)

 

Jassu                                                Jacio                            Passaggio (tra muri)

                                                                                                              (pertugio)

 

Pertus                                              Pertusus                                     Buco, porta

 

A pustis                                           A posteris                                     Dopo, poi

 

Scrabionau                                      (da caprum)                                 Spettinato

 

Stòri                                                Astoris                                                 Falco

 

Primedìa                                         Primae diae                              Primaticcio

                                                                                                              (di frutta)

 

Scoffau                                                                                                 Fortunato

 

Portu                                               Portus                                      Porto, nome

                                                                                                  latino di Arbatax

 

Diciu                                               Dictum                                                 Detto

 

Muttetu                                                                                                   Mottetto

 

Rebuliat                                          Rebuliat                    Fa vomitare o nausea

 

Spirritu                                            Spiritus                                              Magro

 

Cabudanni                                       Caput anni                         Inizio d'autunno

                                                                                                       (anno agrario)

 

Ocru                                                Oculum                                             Occhio

 

Trudu                                              Trudus merla                                      Tordo

 

Strigili                                             Strigilis                                              Sottile

 

Strigiula                                          Strigilis                                          Spazzola

                                                                                                        (da strigliare)

 

Su sostru                                         Sostratum                                  Il soppalco

 

Su porci                                          Porticus                                        Il portico

 

Tampogu                                         Tam pocum               Tanto poco (almeno)

 

Carrargiu                                        Carrarius                              Strada di carri

                                                                                                       (sp. carretera)

 

Lunis                                               Luna - ae                                           Lunedì

 

Martis                                              Mars - rtis                                       Martedì

 

Mercuris                                         Mercurius                                    Mercoledì

 

Jovis(bis)                                        Juppiter (Jovis)                               Giovedì

 

Cenarba                                                                                                   Venerdì

 

Sabatu                                             (Jud. Sabba)                                       Sabato

 

Dominigu                                       Dominicus                                   Domenica

 

Poddini                                           Pollens                               Crusca di farina

 

Bilisoni                                                                                              Corbezzolo

 

Lentiscia                                                                                              Lenticchia

 

Lentiscu                                                                                               Lentischio

 

Ciciri                                                                                                             Ceci

 

Fa(scedda)                                      Faba                                                      Fave

 

Pisurci                                                                                                        Piselli

 

Samucu                                                                                                  Sambuco

 

Spinarba                                          Spina arbor                                         Cardo

 

Orrù                                                Rovus                                                   Rovo

 

Teria                                                                                        Spine (cespuglio)

 

Filici                                               Filix                                                     Felce

 

Crobi                                               Corbis                                             Corbula

 

Ita lastima                                                                                              Che pena

 

Tegi                                                 Teges                           Trappola per uccelli

 

Lassu                                                                                   Laccio, trappola per

                                                                                                                   uccelli

Prensa                                             (Sp. prensa)                        Pressa per l'uva

 

Su tabiccu                                       (da tabernaculum)           Il muro tramezzo

 

Sa bovida                                        Bovilis                              La volta, portico

Standali                                           Stantalis                                         Palo alto

                                                                                                (da competizione)

 

Impirigai                                                                                             Impigliare

 

Alloriai                                           Lorica                                          Rintronare

(Allorigai)                                                                                      di chiacchiere

                                                                                          (usa loriga come giro)

 

Unu                                                 Unus                                                       Uno

 

Dus                                                  Duo                                                        Due

 

Tres                                                 Ter                                                           Tre

 

Quattru                                           Quater                                             Quattro

 

Cincu                                              Quinque                                            Cinque

 

Ses                                                   Sex                                                           Sei

 

Setti                                                 Septem                                                  Sette

 

Ottu                                                 Octo                                                       Otto

 

Noi                                                  Novem                                                 Nove

 

Deci                                                 Decem                                                  Dieci

 

Moddissosu                                                                               Pane casareccio

                                                                                                             (morbido)

 

 

Moddissi                             Mollis                                                      Lentischio

                                                                                                (arbusto morbido)

 

Cranculai                                                                            Fare la mano fredda

 

Attittirigandu                                                                     Tremando dal freddo

 

Titia                                                                                          Segno del freddo

                                                                                                  ( es.titia su frittu)

Attittiradoras                                                                            Donne del pianto

 

Issoro                                              Ipsorum                                           Di  loro

 

Coccorrocci                                                                               Ghiaia di roccia

 

Cuccuru                                          (Sum. Kukur)                        Cima di pietre

                                                                                                  (abitato di pietre)

 

Triculi                                             Triculum                                    A tre punte

 

Murdegu                                         Mordicus                                       Pertinace

                                                                                                               (arbusto)

 

Fusti                                                Fustis                                              Bastone

                                                                                         (fusto, come fustigare)

 

Anguli                                             Angulus                                 Pane a forma

                                                                                                             (angolato)

 

Malloreddus                                   Da malleus                              Fatti col dito

 

Alinu                                               Alienus                         Albero (forestiero)

 

Aliga                                               Aliena(res)                   Immondezza

 

Prata                                                (Sp. plata)                                       Argento

 

Prensa                                             (Sp. prensa)                      Pressa (dell'uva)

 

Affroddiai                                       (Lat.Flores)                      Far ben vestire

 

Frustigu                                                                                     Piccolo rametto

 

Pittoriga                                                                                               Orecchino

 

Cugumeri                                                                                                Cetriolo

                                                                                                      (da cocomero)

 

Corcoriga                                                                                                    Zucca

                                                                                                   (da coricare, che

   sta coricata)

 

Inpissiris                                         Inpissinis                               Puzzante (chi    

                                                                                     è suscettibile, o sull'orlo)

 

Occ'annu                                         hoc annum                                  Quest'anno      

 

Massulai                                         Massula                                   Masticare (la

                                                                                             massula, il boccone)

 

Streculai                                          Strepitans              Masticare (con rumore)

 

Cadìnu                                            Cadìvus (che cade)    Cesto, per gettare le

                                                                                               cose che vi cadono

 

Contoniai                                                                           Rientrare (a casa per

      cantoni di case)

 

Nieddu pigidu                                                                      Nero come la pece

 

Gravellu                                          Graveolaus              Garofano (profumato)

 

Peus                                                Peius                                                           Peggio

 

Nodiu                                           Notius                                                Più noto

 

 

Spilurziri(ziu)                                 Pilus ursi            Pelo  d’orso, Rabbrividire

(Pilu 'e Ursu)                                                                              (rizzare di peli)

 

Arregiolai                                       Regulare                       Pianellare (da fare

                                                        (fare)                pianeggiante il pavimento)

 

Scursura                                          Cursor(oris)                              Api vaganti

(de Abis)                                                                                                (novelle)

 

Simbula                                           Simila                                              Semola

(simula)

 

Trebussu                                         Triplus                     Forcone (a tre forche)

 

Trevessu                                Tribus  verbis                           Di poche parole

 

 

Toponimi di Lanusei

 

Niu susu                                                                                        Nido di sopra

 

Niu giossu                                      Jacio                                       Nido di sotto

 

Barigau                                           Variegatus                         Parte intermedia

 

Monte Nulai                                   Mons Lunaris                        Monte Lunare

                                                                                                       (alba)

 

Selènis                                             Selènis                                         Della luna

                                                                                           (monte del tramonto)

 

Trubistis                                          Rupestris                               Delle rupi

 

Bingialis                                         Vinealis                                 Delle vigne

 

Porcilis                                           Porcilis                                  Dei porcili

 

Coroddis                                         Coronidis                              Delle cime

 

 

Padenti                                             Padus                                   Dei fiumi

                                                         (pad-entis)

 

Perdaleri                                         Petralerius                             Pietraia

 

Pissicuccu                                       (Sum. Kuk, Lat. super)         Cima di su

 

Cuccuru longu                               (Sum. Kuk-ur, Lat. longus)  Cima lunga

 

Triculi                                             Tricolum                         Monte a tre punte

 

Marcìa                                             Màrcia                                   Acqua marcia

 

Marcusei                                         Marcia series                  Luogo delle acque

      (fonti dell'acquedotto  

                           romano)

 

Genna settili                                   Janua subtilis                           Porta sottile

 

Mauru Sauru                                  Maurus saurion         Luogo dei ficodindia

                                                                                                         (frutti mauri)

 

Sessula                                            Saxulum(a)                            Luogo di sassi

                                                                                                              (di fiume)

 

Flumini                                           Flumen(nis)                                       Fiume

(frumini)

 

Scala 'e murta                                                                            Luogo del mirto

 

Calaregus                                                                                                Discese

 

Taccu                                                                                     Tacco, di pianoro

 

Elixedu                                           Ilicetus                               Luogo dei lecci

                                                        (da ilex)

Su puleu                                          Pulex (locus)                  Luogo delle pulci

 

Cardedu                                          (da cardo) Cardetus           Luogo dei cardi

 

Pira onni                                         Pira omnia                Luogo di tutte le pere

 

Sa tanca                                                                             Luogo di terre chiuse

 

Praidis                                             Petra-ae                          Luogo delle pietre

 

Bau Mela                                        Vacum melas                    Valle delle mele

 

Gual 'e ferru                                   Juntalis                            Giuntale (di buoi)

(juali 'e ferru)                                                                                           di ferro

 

Cancedda                                        Cancella                         Luogo dei cancelli

 

Cuccunai                                         (Sum. Kuk, Lat. narius)   Cime molteplici

 

 

Nomi di città e paesi

 

Kalaris                                            (Gr. Kale, lat. Kalaris)    Luogo delle cale

 

Nuoro                                             (Sum. Nur, da Ur)                                Città

 

Nurallau                                          (Sum. Nur, Lat. locus)        Luogo di città

 

Gonnos codina                               Gonnos fodina                   Città di miniera

 

Nuraminis                                                                              Città di miniera

 

Barumini                                   (Sum.Ur,Lat.Dominus)                Città del Re

 

Nora                                                                                                              Città

 

Nuragus                                          Nuragus                       Nuraghe (villaggio)

 

Nurachi                                           Nurake(Uruk)                                

 

Narbolia                                          (Sum. Nur, Lat. olea)      Villaggio delle olive  

Barì (Sardo)                                    (Sum. Bar, da Ur)                         Villaggio

 

Noragugume                                                                   Villaggio delle zucche

                                                                                                         (o cocomeri)

 

Gest-uri                                           (Sum. ur)                                       Villaggio

 

Mog-ur (oro)                                  (Sum. ur)                                       Villaggio

 

Nurri                                                         (Sum. ur)                                       Villaggio

 

Nureci                                             Nurax-cis                                       Villaggio

 

Nurra                                               (Sum. nur)                          Luogo di pregio

 

Nughedu                                         Nuraghetus                      Piccolo villaggio

 

Nule                                                (Sum. nur, lat. Locus)                   Villaggio

 

Serra Orrios                                    Serra orior                    Luogo delle origini

 

Oristano                                          (Sum. Ur)                            Villaggio, città

(Oru 'e Istanu)                                                                                  dello stagno

 

Nuovi toponimi con Villa, moderni

 

Villanova                                        Villa nova                                  Città nuova

 

Villagrande                                     Villa magna                              Città grande

 

Villasimius                                     Villa similis                   Come un villaggio

 

Villa sostituisce Ur, di Nur, per villaggio - città.

 

 

 

 

 

Nomi di città o paesi che finiscono in ai, ei dal latino finale in series.

 

 

 

Lanusei                                           Lanus-series                      Luogo della lana  

                                                                                          delle pietre (muschio)

 

Orosei                                             (Sum. Ur, Lat. series)         Città dei bordi

                                                                                                              (di costa)

 

Urzullei                                          Altum series                               Luogo alto

                                                                                                                    (città)

 

Baunei                                             Vacum - series                 Luogo delle valli

 

 

      Altre forme  lessicali :

 

      FORROGAI                                                   FORNUM OCCARE

 

      MURIGAI                                                     DA MUREX

 

(MURIGADDU)

 

STRECULAI                                             STREPITUM MASTICANDO (ARE)

 

STRECULANDU                                          

 

SPEADDU

 

ANGULI ('E CIBUDDA)                                ANGULUS (di pane)

 

PRUS PAGU                                                  MENO

 

CARDAFU                                                     CARDO FACTUS (Cardofactus)

                                                                      (Cardo, Ablativo)

                                                                     

MARSIGUSA

 

GRANARILLA

 

COLOMBERI

 

 

MURDEGU (A)                                               MORDICUS

 

 

ERBA 'E ENTU

 

ARMIDDA

 

SOGARGIA

 

CACCIUMBULU

 

SCRARIA

 

FEURRA                                                         FERULA

 

CARDULINU

 

BULLETTU                           (BOLETUS)

 

    GONNOS-CODINA           (Lat.FODINA )                      CITTA’ DI   MINIERA

 

     FODDINI                            (da  FODINA)   CENERE, POLVERE DI CARBONE

 

     FODDI                                 (da FODINA)                         SACCO PER CARICHI

 

     FODDI  ‘E  BERTULA                                         LATO DI BISACCIA (SACCO)

 

 

La presenza di parole come Murigai da Murex  e Foddini e Foddi da

Fodina-Miniera ci portano al tempo della lavorazione della Porpora e

delle  miniere.

 

 

 

 

ECONOMIA

 

 

PROSPETTIVE ECONOMICHE DELLA SARDEGNA        (NAZIONE SARDA ED ECONOMIA)

 

         Strabone dice che la Sardegna è un'isola con "molta terra fertile di ogni prodotto" e così non descrive alcuna caratteristica naturale che corrisponde ad una regione di poco benessere o di poche possibilità di sviluppo.

         Già dal tempo nuragico la Sardegna era densamente popolata con nuclei abitativi di rilievo (oggi resti di villaggi nuragici), che per l'occidente erano allora la vera eccezione di modernità che la Sardegna derivava da migrazioni belliche dall’Oriente.

         Dice Sallustio che le popolazioni Nord - Africane erano derivate dall'esercito di Eracle (migrazioni belliche) composte da Persiani e Medi che si era recato in Spagna, indicando i due tipi di popolazione attuale Tunisini e Marocchini (i Medi) e gli Spagnoli  e i Sardi (i Persiani  o  i  Greco Micenei).

         La traccia di quel passato glorioso i Sardi la conservano nelle ziqqurat mesopotamiche di "monte S'accoddi" e nelle popolazioni che hanno tracce precise della migrazione che sembra di oggi  ma invece è di 4.000 anni fa.

         La Sardegna ha dunque tutte le carte in regola per essere protagonista della modernità, giacchè sempre è stata all'attenzione nel mondo antico per le risorse pregiate che essa conteneva: ossidiana, metalli, sale, buona caccia e, dice Strabone, buona terra fertile di ogni prodotto.

         Dopo aver passato un lungo medioevo che è finito nel 1950, il boom economico italiano ha coinvolto la Sardegna come un protagonista integrato nei benefici e nello sforzo produttivo moderno dell'Italia.

         Recentemente, a sviluppo moderno quasi fatto, è sorta l'enfasi della specificità, della particolarità, insieme ad alcuni segni di devianza individuale poi più diffusa e di prospettiva politica che non è solida dentro l'ambito della Repubblica di Platone.

         Il valore e la virtù dei Sardi, detta balentìa, continuava la tradizione Romana della virtus civile e del valore della libertà.

         Quello stesso valore che ha contribuito alla formazione dell'Italia nell'Indipendenza, nella guerra di Crimea e poi con la Brigata Sassari, che ogni Sardo conosce e ha conosciuto nella prima guerra mondiale, Carso ed altro.

         Bisogna evitare che la bontà e la semplicità dei Sardi porti però questi a spingere con un pedale verso l'obiettivo dello sviluppo di cui tutti sentono il bisogno e con l'altro verso una situazione socialmente sfilacciata e di aggressività di cui l'interesse può essere solo quello della divisione dei Sardi.

         Le risorse economiche di base, pur scarse, non sono mai un vincolo della modernità, ancor meno lo sono quando la Sardegna si vede naturalisticamente la Regione più favorita e quindi deve solo predisporsi per usufruire di questo vantaggio.

         Ci sarebbe bisogno di riprendere le riunioni dei capi tribù a Serra Orrios o a S. Vittoria di Serri, per riprendere i discorsi della Sardegna - Nazione, quando l'isola esposta ad ogni pericolo esterno si realizzava come Nazione federando le tribù, organizzando le forze, e gestendo i problemi complessivi con la saggezza degli anziani e capi tribù.

         Così, sempre meno discorsi venuti dall'esterno, piani di industrializzazione che i sardi non hanno deciso, la continuità culturale interrotta, il rifiuto dell'uso del territorio in senso moderno.

         I Sardi, in sé, sanno che queste cose non sono state felici ma si cerca la soluzione individuale, la perdita della libertà economica, la rinuncia all'iniziativa, la magra consolazione dell'assistenzialismo che è insufficiente in principio e in prassi, anche politica.

         Che i Sardi parlino tra di loro, prima che per correnti di pensiero esterno!

         Che si distinguano gli uomini di buona volontà, e tra questi quelli che dicono che vogliono il bene ma senza che a questo voler bene si associ una realizzazione di bene. Ciò non è molto facile, e  non è molto difficile. I Sardi sono tutti parenti, visto l'isolamento, pertanto devono essere compatti tra di loro ed aperti agli altri.

         Cosa fare consegue: ogni cosa che porta benessere a sé e agli altri, ciò che si dichiara per bene e si realizza per il bene previsto.

         Non va bene lo sviluppo proiettato dall'esterno, quello che i Sardi non possono valutare, non possono capire né sostenere e che poi se si sfascia non possono e non sanno sostituire.

         Si è   visto che l'Italia ha superato bene la crisi petrolifera delgli anni ‘70 con la formazione di una nuova economia flessibile in alcune regioni (Toscana, Emilia, Marche) che limitatamente sta prendendo piede, come piccole iniziative, anche in Sardegna .

         Se i Sardi non vengono deviati da obiettivi di tipo generale, l'industrializzazione ad esempio, possono intraprendere con profitto piccole iniziative che crescono. La Regione non sia di freno. Il modello industriale per la Sardegna non esiste, salvo quella piccola industria che viene stimolata dalla domanda locale.

Il turismo è quella valvola di contatto esterno della famiglia sarda con "gli altri" e dove questa attività può far stare bene tutti. Tutto il resto di attività moderne che si possono creare ben vengano, perché i settori si evolvono e se i Sardi non fossero usciti dall'agricoltura, dai paesi, nel 1960, per nuovi lavori e nuove residenze sarebbe apparso ridicolo oggi il discorso del mantenimento di tutte le attività tradizionali perché  non ci sarebbe stata modernità . Quindi flessibilità, disposizione al nuovo, salvare il tradizionale che si può inserire nel moderno.

         Il moderno è come quel contatto col mare che i nostri antenati non hanno disdegnato e da cui sempre viene ogni cosa.

 

                                                                                              Marcello Pili

                                                                                         Università di Roma

                                                                                             "La Sapienza"

 

Roma 17/7/95