|HOMEChi siamo  I nostri obiettivi  Attività  Formazione    SOSTENIBILITA'   BIOEDILIZIA   BIOCLIMATICA   AA.VV.

 

 

Psicologia dell'abitare

ARTICOLI

BIBLIOGRAFIA

Pag. 2/2

 

ROMANELLO I.,
Il colore, espressione e funzione. HOEPLI, 2002.

GIORDANO G.,
La casa vissuta: percorsi e dinamiche dell'abitare. Giuffrè, 1997.

VIGNA D., ALESSANDRIA M.S.,
La casa tra immagine e simbolo. UTET, 1996.

MARC O.,
Psicanalisi della casa. RED edizioni, 1994.

DAY C.,
La casa come luogo dell'anima. RED edizioni, 1990.

HEIDEGGER M.,
Costruire, abitare, pensare. Mursia, 1976.

BACHELARD G.,
La poetica dello spazio. Dedalo, 1975.

 

“Ciascuno ha bisogno del suo posto quale casa per l’anima, e non quale scatola per il corpo”.

Oliver Marc, architetto francese che da tempo si occupa anche di psicoanalisi, sostiene che “l’architettura era forse la prima delle espressioni artistiche dell’uomo e la casa era la più perfetta espressione del sé ”, e che “costruire la propria casa significa creare un luogo di pace, di calma e di sicurezza,(…) dove ci si può ritirare dal mondo e sentire battere il proprio cuore; significa creare un luogo dove non si rischia l’aggressione, un luogo di cui ci sia l’anima. Oltrepassata la porta, assicuratisi che sia ben chiusa, è dentro di sé che si entra”.

 L’abitare non è dunque una semplice funzione fisiologica da soddisfare, ma richiama le sfere più profonde del nostro essere – nel mondo, non solo come corpo che ho (Korper, o corpo fisico) ma come corpo che sono (Leib, o energia).

“L’anima di un luogo è l’intangibile sensazione che questo comunica (…) Ogni luogo dovrebbe avere uno spirito.”

Questo “spirito” ci ricollega all’unità con il Tutto: “ le cose hanno la vita di coloro che le hanno fatte nascere, ma l’anima delle cose attinge a un patrimonio comune che risale alle origini dell’universo, dell’umanità e delle nostre rispettive civiltà."

La casa è dunque l’immagine del sé, e infatti la psicanalisi riconosce nei sogni sulla casa molteplici e profondi significati. Essa riproduce la più completa e antica manifestazione dell’anima, e in quanto tale dovrebbe soddisfare una necessità di espressione e anche proteggere la fragilità dell’essere nel suo sviluppo.

L’atmosfera, l’essenza di un’abitazione, non possono   divenire percettibili se non su un piano spirituale ed intuitivo. Se si tratta di un rustico o appartamento da restaurare in cui gli inquilini non hanno mai vissuto la prima cosa da fare è chiedere la storia di quel rustico, chi ci ha abitato e come, vedere anche il tipo di malattie che ci sono state e in quali stanze. L'analisi di ciò che è un vero bisogno talvolta si trova dietro le righe di una conversazione e non è spesso ciò che un cliente ti vuole fare sembrare. Per sentire questo ci vuole una continua ricerca personale di autoanalisi e di ascolto. Arriviamo ad un appartamento gia arredato in cui si chiede l'analisi e un possibile rimodernamento arredativo. In questo caso bisogna rimanere molto consapevoli di tutti i messaggi che arrivano, i veri e falsi bisogni, le possibilità contingenti ed effettive per correggere e migliorare il processo di vita dell'inquilino. La mappatura energetica degli spazi va sovrapposta con tutte le attenzioni suggerite dal Feng Shui e si verifica quale degli aspetti rende il progetto il più possibile rispettoso degli inquilini e del dinamismo energetico interno ai locali. La casa può trasformarsi in una sorta di “ambiente terapeutico”, a patto che sia costruita e organizzata il più possibile in armonia con l'universo e con il proprio corpo.

LA CASA ECOLOGICA STA TRA ORIENTE E OCCIDENTE

La Bio-Architettura si occupa dei materiali da costruzione più sani, dell’aspetto energetico della costruzione. Il Feng Shui si concentra invece sull’anima dell’abitazione, sulle influenze dell’ambiente, dei colori e dell’arredo, sulla psiche dell’uomo, suggerendo soluzioni pratiche per aumentare l’armonia di chi vi risiede. Quando le due discipline si integrano si raggiunge un approccio più olistico nel costruire e nell’abitare.

LA CURA CON I COLORI PER IL CORPO E LA PSICHE

Il colore

Secondo la fisica moderna, dall'osservazione di corpi illuminati da una sorgente di luce bianca, siamo indotti ad attribuire a essi un colore per la diversa sensazione che l'occhio ne riceve. Il colore dei corpi non è quindi da intendersi come una proprietà esclusiva dei singoli corpi, ma come un qualcosa dipendente da tre elementi: sorgente luminosa, oggetto, occhio.
La retina contiene due tipi di cellule sensibili alla luce:

 i coni e i bastoncelli

I coni funzionano solo in presenza di luce intensa e ci fanno percepire i colori e i particolari più minuti, quindi la definizione dell'immagine. Mentre i bastoncelli ci permettono di vedere le deboli intensità luminose insufficienti a stimolare i coni. Altra caratteristica dei bastoncelli è di essere sensibili agli oggetti in movimento. Si deduce che l'essere umano disponga di due tipi di visione: la fotopica (diurna) e la scotopica (notturna e crepuscolare). Psicologi e fisici si sono trovati d'accordo nell'affermare che il colore è una sensazione visiva che si ha quando determinate onde elettromagnetiche stimolano la retina. Dalla diversa lunghezza di queste onde dipende la varietà dei colori. Componendo un raggio di luce bianca per mezzo di un prisma si ottengono i colori fondamentali:

rosso, arancio, giallo, verde, azzurro, turchino e violetto.

"La vita è colore e il colore è vita al contrario dell'oscurità che è morte".

Ne segue che le malattie si formano a causa di un equilibrio mancante nel sistema-vita e questa mancanza può essere compensata dai colori.

Il colore può essere assorbito in vari modi dal corpo, dallo spirito e dall'anima:

  • attraverso l'alimentazione;
  • attraverso gli alimenti irradiati con i colori;
  • attraverso la luce solare;
  • attraverso l'irradiazione della pelle con la luce "artificiale";
  • attraverso il bagno nei colori;
  • attraverso la meditazione dei colori.

I colori hanno i seguenti effetti:

ü       dilatano o restringono i vasi sanguigni;

ü       alzano o abbassano la pressione sanguigna;

ü       aumentano la produzione dei globuli rossi;

ü       sostengono i globuli bianchi;

ü       distruggono i batteri;

ü       sostengono il sistema immunitario;

ü       proteggono i tessuti dagli aggressori;

ü       accrescono l'attività dei tessuti;

ü       aumentano il trasporto di ossigeno nel sangue;

ü       regolano lo scambio tra i tessuti e le ossa;

ü       favoriscono la formazione di enzimi, oligoelementi e vitamine;

ü       attivano e rendono stabile il metabolismo;

ü       estendono la coscienza.

STORIA DELLA CURA TRAMITE I COLORI

Gli antichi Egizi praticavano normalmente la cura tramite i colori;i sacerdoti erano al contempo medici e le conoscenze mediche erano considerate una scienza segreta da trasmettere solo a pochi eletti. A quell' epoca le conoscenze mediche riguardo alla cromoterapia raggiunsero un livello molto alto. "Dalle piramidi di Giza un sentiero sacro conduceva ai "templi di cura solare", dove si trattavano le malattie tramite la cromoterapia." Anche gli antichi Greci usavano normalmente i colori derivati da minerali, pietre, cristalli e unguenti come trattamenti. L'interesse per i benefici dei colori andava di pari passo con il concetto degli elementi fondamentali: aria, fuoco, acqua e terra. Questi fondamentali costituenti dell'universo erano associati con le qualità di caldo, freddo, umidità e aridità, ed anche con quattro "umori" o "fluidi del corpo": la bile gialla, il sangue (rosso), la freddezza d'animo (bianco) e la malinconia o bile (nera). Questi si pensava sorgessero in quattro organi particolari (la milza, il cuore, il fegato e il cervello) e che determinassero predisposizioni dell'equilibrio di questi elementi, mentre di conseguenza, la malattia ne era lo sbilanciamento. I colori, così come erano associati agli umori, venivano anche utilizzati come trattamento contro le malattie: indumenti colorati, oli, gessi colorati, unguenti e pomate. Durante il Medioevo, con l'avvento del Cristianesimo in tutte le discipline del sapere, tutto ciò che era pagano fu esorcizzato, comprese le pratiche di guarigione degli Egiziani, dei Greci e dei Romani. Le antiche arti della cromoterapia furono tramandate in via orale dato che erano state dichiarate "occulte" dalla Chiesa. L'Illuminismo cancellò definitivamente dalla scienza ogni traccia di alchimia, misticismo e magia. La ragione e il metodo scientifico soppiantarono dalla medicina tutto ciò che non fosse dimostrabile e verificabile scientificamente; la cromoterapia entrò così a far parte della cosiddetta "medicina alternativa", la quale non corrispondeva a queste caratteristiche in quanto, se pur così largamente utilizzata dalle antiche civiltà, non possedeva riscontri scientifici.

LA CROMOTERAPIA MODERNA

Nel 1878, l'americano Edwin Babitt pubblicò il suo libro "The principle of Light and Color"e raggiunse con esso fama mondiale. Egli pose così la prima pietra per la moderna radioterapia con i colori. Il danese Niels R.Finsen, un altro pioniere della ricerca sulla luce e sul colore, fondò nel 1896 un istituto di luce per la cura della tubercolosi. Nel 1903 Finsen ricevette il premio Nobel. In America la terapia con la luce ultravioletta è ormai diventata un metodo standard. I pesci negli acquari e altri animali, se soffrono di determinate malattie virali, vengono attualmente curati con i raggi ultravioletti.

COLORE E PERCEZIONE

Recenti studi di neurofisiologia hanno dimostrato che circa l'80% di tutte le nostre informazioni sensoriali sul mondo sono di natura visiva e quasi un terzo della materia grigia cerebrale è destinata a processare queste informazioni. Al suo interno esiste un'area specifica in cui le cellule sono codificate espressamente per il colore, senza alcun interesse per la forma visiva dell'oggetto percepito. L'esperienza quotidiana testimonia che il colore influenza lo stato d'animo ed i sentimenti e discipline quali l'architettura, l'urbanistica, l'ergonomia, la medicina, oltre alla psicologia prestano sempre più attenzione agli effetti del colore sulle psiche e sull'organismo umani. Le pareti degli ospedali sono sovente dipinte di azzurro per il loro effetto calmante sui degenti che si trovano in una situazione di stress emotivo, mentre i camici dei chirurghi sono verdi (colore complementare al rosso) per annullare l'immagine rossa residua provocata dal fissare a lungo il rosso del sangue e dei tessuti. Alcune sfumature del giallo provocano un senso di nausea e non vengono perciò mai utilizzate nell'abitacolo degli aerei, mentre una debole luce rossa di notte nei sottomarini ricrea la sensazione di un periodo di oscurità ed aumenta il rendimento dei marinai. Il rosso acceso sui muri causa disagio a chi si trova nella stanza;  gli architetti di una nota fabbrica di automobili giapponese hanno dipinto di questo colore le pareti delle toilette per ridurre al minimo il tempo impiegato dai dipendenti fuori dalla postazione di lavoro. Numerosi studi di psicologi e neurofisiologi hanno negli ultimi decenni dimostrato quanto il colore influenzi la percezione del tempo e dello spazio così come tutte le sensazioni corporee. Il ricercatore americano Kurt Goldstein ha scientificamente provato che con la luce rossa il tempo risulta sovra estimato e gli oggetti sembrano più lunghi, più grandi e più pesanti. Con la luce blu, invece, il tempo sembra più breve e gli oggetti appaiono più piccoli e più leggeri. Una valigia nera viene stimata più pesante della stessa valigia dipinta di bianco, ed esperimenti hanno dimostrato che trasportare la prima affatica realmente di più di quanto avvenga portando la seconda.

CARATTERISTICHE DELL’INTERVALLO DELLA LUCE VISIBILE

   

ROSSO

ARANCIO GIALLO VERDE BLU VIOLA
620 nm

485.000 Ghz

2,05 eV

589 nm

515.000 Ghz

2,10 eV

551 nm

560.000 Ghz

2,20 eV

512 nm

590.000 Ghz

2,40 eV

475 nm

655.000 Ghz

2,68 eV

423 nm

725.000 Ghz

3,05 eV

Il rosso è il colore con una maggiore lunghezza d’onda e minore energia, quindi quello che penetrerà più in profondità ma con minor carica energetica, segue l’arancio, il giallo, il verde, il blu, sino al viola con la minore lunghezza d’onda e la maggiore energia il più superficiale ma con la maggiore carica energetica.

La luce visibile comprende una banda molto stretta compresa tra le frequenze dei 390.000 e i 760.000 GHz, con lunghezze dell’onda variabili tra i 780 ed i 400 nm (unità di misura corrispondente ad un milionesimo di millimetro) ed energia  fotonica compresa tra 1,60 e 3,10 eV. 

Tutto ciò indica come le bande della luce visibile, dal rosso al viola, non sono particolarmente ostacolate e quindi si possono considerare utili al metabolismo biologico. Le cellule degli esseri viventi assorbono circa l’85% dell’energia solare che giunge sulla terra e reagiscono ad essa innescando vari processi biologici tutti di primaria importanza.

Ma quale sarebbe l’azione della luce colorata?

Si basa sul principio per cui diversi tipi di tessuto ed organi del nostro corpo sono sistemi che vibrano secondo frequenze corrispondenti alle diverse tonalità di colore; la guarigione avverrebbe soddisfacendo la necessità di ristabilire una vibrazione alterata, tramite il contributo di una vibrazione luminosa complementare. Le frequenze luminose interagiscono con il materiale biologico facendolo "risuonare", cioè, in condizioni adeguate di proporzione tra massa interessata e frequenza luminosa, viene incrementato lo stato vibrazionale e quindi l’energia propria delle cellule interessate secondo il foglietto embrionario che le ha originate. Così le cellule del nostro corpo reagiscono alle frequenze luminose e danno risposte in base allo stato che sia in equilibrio o protenda verso una disfunzione o squilibrio patologico.

Un buon equilibrio non necessita di apporti particolari ed il colore che si pone come medio è sempre il grigio; pertanto ogni gruppo cellulare avrà una propria coppia di colori formata da un fondamentale ed il proprio complementare (necessario a formare l’equilibrio neutro). Ecco allora che le varie componenti dell’organismo “risuonano” in base al foglietto embrionario che le ha originate come nello schema sopra. La disfunzione sposterà l’equilibrio verso il primario o verso il complementare e la conseguente azione cromoterapeutica dovrà individuare attraverso i sintomi il giusto apporto cromatico. Il bagno di luce colorata incide sulla temperatura corporea e con la luminosità agirebbe sull’epidermide facendola diventare fluorescente; si innescherebbero reazioni bioelettriche e l’energia trasmessa dai colori verrebbe in parte assorbita provocando una risposta equilibratrice.


continua

HOME

 

Elementi e strutture simboliche nella casa

SOGLIA. Corrisponde all’archetipo del passaggio e della trasformazione. È il confine tra il dentro e il fuori; il segno dell’ingresso nella zona privata. Al di là della soglia, cioè, qualcosa cambia e chi sta entrando sa che “dall’altra parte” l’atteggiamento sarà diverso da quello che esiste “fuori”.
Il termine soglia deriva dal latino solea, cioè “suola del sandalo”, e indica perciò quella parte della scarpa che entra in relazione con un diverso elemento: il suolo. La soglia è lo spazio del cambiamento.

PORTA. La parola “porta” deriva dal latino porta e dai termini greci peìrein, che significa “passare”, e pòros, che significa “passaggio”. L’origine della radice pa- è indoeuropea ed indica il passare, il condurre al di là. Dal significato etimologico, la “porta” diviene il punto di passaggio e di collegamento, ove avviene uno scambio tra due diverse realtà e ambientazioni.

CERCHIO-CENTRO
. Il cerchio e la sfera (cupola) corrispondono al contenuto archetipico della difesa, della maternità e del mondo. Hanno significato di raccoglimento (il calore di trovarsi, ad esempio, attorno ad un focolare) ed unione.
La forma, del resto, influenza le relazioni: il tavolo rotondo favorisce la comunicazione, mentre un tavolo rettangolare con sei posti la frammenta.
L’ambiente centrale della casa, proprio per tale motivo, dovrebbe avere caratteristiche tali da favorire la comunicazione e la socializzazione.

RECINTO. È rappresentato dalle mura perimetrali. Corrisponde all’archetipo della difesa.

SPIRALE. È espressione di una delle prime percezioni che l’uomo ha avuto dell’intero universo. Essa cresce secondo lo stesso principio simbolico del labirinto e degli elementi naturali (conchiglie). Ricorda l’atto del raccoglimento (gatto); corrisponde, perciò, nella casa al bisogno di uno spazio proprio ove raccogliersi, auto-proteggersi, ritrovarsi.

La SCALA. Rappresenta la connessione tra piani diversi. (Stadi della nostra personalità. Strati della psiche). Corrisponde alla necessità che l’uomo ha avuto di “salire”, cioè ergersi per trovare la postura eretta. È connessa all’idea di elevazione e comunicazione; rappresenta il contatto tra cielo e terra. In alcune tradizioni esiste la scala mistica formata da sette gradini, intesi come sette livelli di iniziazione; essa in tal modo rappresenta un viaggio verso l’alto, una ascesa progressiva effettuata per mezzo di tappe intermedie.

La BARRIERA VERTICALE. È il muro o parete e corrisponde all’archetipo della separazione e dell’unione.

La BARRIERA ORIZZONTALE. È la copertura. Corrisponde all’archetipo del rapporto con la sfera celeste, alla divisione-unione dell’uomo rispetto a Dio. (Il tetto sopra la testa).

L’ATRIO. A secondo di come è progettato, si ha una diversa percezione dell’intero alloggio. L’atrio buio, che funge da filtro tra l’esterno e l’interno, è un segno di non totale apertura verso chi sta entrando, da parte di chi riceve.
L’atrio inesistente in un open-space è più ricco di messaggi e indica la volontà di chi vive nella casa di accogliere chi entra, rendendolo partecipe del proprio vissuto. Da tener conto però che, comunque, l’atrio, anche solo mediante semplici elementi decorativi, deve essere evidenziato, in quanto zona di “preparazione” e di “passaggio” da uno stato all’altro.
L’atrio dalle forme curve favorisce il senso di accoglienza. La linea curva invita ad entrare, perché ricorda la sensazione del “rifugiarsi” e quindi della protezione. In tale considerazione rientra il fatto che l’individuo è condizionato dagli archetipi della caverna e dell’utero materno, ove l’interno è simbolo di sicurezza e protezione da un esterno pericoloso ed ignoto.
L’atrio a forma pentagonale dà disagio se entrando si ha frontalmente l’angolo, poiché in tal modo lo sguardo cerca spontaneamente di sfuggirgli.
Se però si entra dall’angolo, si avranno di fronte tre pareti, due delle quali aperte in maniera da creare una specie di abbraccio accogliente.

Cristina Polli

da www.cibibiologici.it

 

Architettura e Sostenibilità © 2005 

Chi siamo | I nostri obiettivi | Attività | Formazione | Info